Rommel sul fronte occidentale

 

Rommel con la sua “divisione fantasma in Francia”

Nel febbraio 1940, Rommel, annoiato dal ruolo di capo della guardia di Hitler, richiede il trasferimento al fronte.
Viene messo a capo della 7^ divisione panzer (o divisione “Fantasma”, per la sua capacità di comparire dietro il nemico). Con questa si distinguerà durante tutta l’invasione di Belgio e Francia.

 

Il fronte occidentale

Fa subito un lavoro strabiliante. A maggio, all’aprirsi del fronte occidentale, penetra velocemente ed efficacemente in Belgio.

 

Lui stesso partecipa attivamente agli scontri insieme ai suoi uomini guadagnandosi affetto e lealtà.

Come quella volta che passò tutta la giornata aiutando le truppe a spingere dei trochi. Serviva un ponte e restò tutto il giorno in acqua, sotto il fuoco continuo degli alleati.

Un’altra cosa che lo distinse fu la sua empatia: non chiederà mai ai suoi uomini di fare cose che lui stesso non farebbe.
Egli preferì sempre dirigere le operazioni direttamente sul posto, anche se ciò lo portò vicino alla cattura e la morte diverse volte.

 

Attua anche diverse iniziative innovative.
Come quella di far fare fuoco ai panzer mentre si muovono, in genere proibito dalle procedure.
O quella di “sprecare” munizioni per creare panico e far arrendere divisioni anche sufficientemente forti, come accade diverse volte.

La settima divisione è decisamente, grazie a Rommel, la più gloriosa.

 

Utilizzando fumogeni di giorno e attacchi notturni la sua divisione si spinge con successo in profondità oltre la Mosa.
A fine operazione la sua divisione ha distrutto un numero enorme postazioni pesantemente corazzate. Con solo 35 morti e 11 feriti ha inoltre catturato un numero di mezzi che si smise di contare e imprigionato più di 100.000 prigionieri.
Rommel si rese attivo anche vicino Dunkirk, dove catturò 12.000 prigionieri e affondò, con la sola artiglieria, un incrociatore.

 

Al suo ritorno in Germania Rommel è un eroe, i suoi successi sono noti e ammirati da tutti. Goebbels e la propaganda di stato ne fanno un simbolo.

 

domani la quarta parte

Giacomo. F. Morini