15/16 ottobre 1944 – Operazione Panzerfaust.

L’operazione Barbarossa si è trasformata in un contrattacco terribile. I sovietici sono alle porte delle Germania.
In Ungheria il reggente, Horty, è minacciato.
Decide di arrendersi e firmerà presto un armistizio.
Lo stesso scenario si era ripetuto in Romania, dove mesi prima furono espulsi migliaia di soldati tedeschi.

I generali di Horty sono già in contatto con i sovietici, che promettono al governo ungherese che rimarrà sovrano ed autonomo.
Horty vuole difendere i suoi interessi, voltare gabbana e, pur essendo anticomunista, arriva ad ammettere che i comunisti sono un male minore in confronto ai nazionalsocialisti.
Hitler lo trova un affronto ed un tradimento.

La Germania non poteva permetterselo.
Il passaggio dell’Ungheria sotto la sfera comunista avrebbe comportato la scoperta del fianco meridionale.
Hitler, di conseguenza, decide di far deporre Horty.
Per la missione viene incaricato l’ufficiale Skorzeny con due divisioni di cavalleria SS. Questi vengono supportati dalle croci frecciate ungheresi.

15/10/’44 – 14:00
Horty annuncia di aver firmato l’armistizio, o almeno così crede.

Con l’aiuto tedesco, le croci frecciate avevano sabotato la radio prima della dichiarazione.
I servizi segreti erano infatti a conoscenza dei movimenti di Horty dietro la scena.
Il colpo di stato è iniziato.

Le croci frecciate subito arrestano gli ufficiali delle uniche due divisioni ungheresi a Budapest, prendendo il controllo delle rispettive unità.
In tutto questo, Skorzeny, marcia indisturbato.

Horty si arrende senza combattere, solo un’unità impegna i golpisti in combattimento, resisterà per 30 minuti.
L’operazione Panzerfaust ha successo.

Il reggente viene preso in custodia da Veesenmeyer.
Dopo una breve sosta per prendere gli effetti personali, le SS, lo trasferiscono in Germania, in una prigione castello.

Ora, le croci frecciate ungheresi, hanno il potere dell’Ungheria.
Il loro capo, Szàlasi, è il nuovo leader della nazione.
Il fianco sud della Germania è sicuro, almeno finché l’Ungheria non sarà conquistata dai sovietici qualche mese dopo.

Horty verrà liberato nel ’45 e finirà in un penitenziario alleato come prigioniero di guerra.
Dopo aver affrontato il processo di Norimberga sarà rilasciato, il 17/12/’45.
Morirà a 88 anni a Lisbona nel 1954.

L’Ungheria, invece, resisterà valorosamente fino al 13 gennaio 1945, quando le ultime resistenze verranno macellate dalle orde sovietiche.

Giacomo Morini