23 Ottobre 1956, la Rivolta anticomunista di Budapest.

Gli ungheresi, stufi dell’oppressione comunista, insorsero in massa contro il governo fantoccio del Patto di Varsavia. Il popolo prese d’assalto le sedi dei “compagni”, le sedi del partito comunista furono messe al rogo e gli odiati scagnozzi della polizia comunista AVH furono sbaragliati. Interi reparti dell’esercito disertarono, il governo venne rovesciato. Ora erano i comunisti ad aver paura della rivoluzione, una rivoluzione che aveva i colori della bandiera ungherese e non quelli della grigia oppressione della dittatura comunista. Una situazione intollerabile per i rossi. Il popolo ungherese andava represso, “i fratelli proletari” ungheresi andavano schiacciati. L’Unione sovietica invase l’ungheria. Carri armati, attacchi aerei ed artiglieria si scatenarono sugli ungheresi che presero le armi per difendersi dai tank sovietici. Un massacro che i comunisti poterono perpetrare impuniti. Perché “Il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto. ”

Alessio Melita

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