4 Novembre: La memoria dei nostri caduti infangata dagli anti-italiani

4 Novembre. La festa degli italiani, la festa della vittoria, la nostra festa. La festa dove i festeggiamenti devono basarsi sul silenzioso ricordo e sull’oneroso tributo ai 650 mila soldati italiani caduti nel primo conflitto mondiale. Un sacrificio immenso che sta alla base della formazione stessa della nazione italiana, nelle trincee italiane si è formato il carattere degli italiani, sui campi di battaglia il sangue versato dai nostri avi ha permesso di reclamare le terre irridente. Il ricordo dei nostri caduti è un dovere, la difesa della loro memoria è un obbligo. Una memoria su cui la Cultura delle sinistre sputa con la permeazione di miti anti italiani, dai soldati codardi agli ufficiali sanguinari che mandavano gli uomini a morire. È una memoria di fratellanza italiana di Cui le sinistre hanno paura, le sinistre dell’accoglienza degli immigrati che hanno fatto del loro livore anti italiano la loro ragione d’essere. Da qui partono miti come le mitragliatrici alle spalle dei soldati per costringerli a caricare ( episodio che non trovò mai riscontro nella realtà) alla produzione di film come “Uomini Contro”, produzione cinematografica vergognosa che narra episodi totalmente inventati con il chiaro scopo di infangare i nostri militari. Il regista del film, iscritto al partito comunista, è un individuo di cui il sottoscritto si rifiuta di scrivere il nome. Ed a seguito dei comunisti, segue tutto il carosello della peggior feccia anti italiana, dai neoborbonici alle vedove filoasburgiche. La nostra memoria viene infangata, non solo dimenticata. Urge una mobilitazione globale in difesa dei valori nazionali contro l’avanzata della feccia anti italiana.

Alessio Melita