Storie di eroi: Erwin Rommel – seconda parte

Rommel nel dopoguerra

Rommel, anche se crede che Hitler possa risollevare la Germania, prova antipatia per i nazionalsocialisti. Disprezza in particolare le SA, la milizia del NSDAP, che considera assassini indisciplinati.
Tuttavia, visto il crescere vertiginoso dell’esercito tedesco, Hitler tenta di incorporare le SA nell’esercito mettendone Rommel a capo. Egli considera l’offerta una grande opportunità per disciplinarle e cambiarle.

Accetta l’offerta e lo stato maggiore prova ad inserire le SA nella Wehrmacht.
Il tentativo fallisce e rimangono indipendenti. Rommel è quindi destinato all’accademia di Postdam dove addestra le SS.
è nuovamente dimesso a causa della rivendicazione di Von Schirach. Egli, infatti, voleva per lui il ruolo di addestratore delle SchultzStaffel. Viene assecondato per il semplice fatto che Rommel non era nazionalsocialista mentre Von Schirach era un giovane fanatico e volenteroso.

Nel resto del dopoguerra inizia a dirigere la scuola militare di Dresda e la rispettiva divisione.
Pubblica diversi libri che diverranno le maggiori pubblicazioni in Germania dell’anteguerra. Gli scritti impressionano anche Hitler, che lo mette a capo della sua guardia, soprattutto durante la guerra tedesco-cecoslovacca.
Durante l’occupazione della Cecoslovacchia, Rommel, svolge un lavoro professionale e preciso. Hitler è sempre più impressionato. La sua difesa è ottima e non lo priva di alcuna libertà.

Durante questo periodo la sua opinione per i nazionalsocialisti cambia passando dal crescente disprezzo ad una reciproca ammirazione.
Infine, prima della guerra, viene promosso generale maggiore e viene accolto al quartier generale di Hitler.

 

– 1939/’40 –

1 Settembre 1939, inizio del Blitzkrieg (guerra lampo).

L’esercito polacco è determinato ma l’esercito tedesco spazza via ogni resistenza. La nuova tattica della guerra lampo è un successo. La Polonia in pochissime settimane è presa.
Il Terzo Reich si giustifica rivendicando il diritto sulle terre perdute con il trattato di Versailles.

Rommel, con una visione completa dal QG di Hitler, presta particolare attenzione alle sue nuove tecniche di guerra e al ruolo dei Panzer
Secondo lui,  i carri armati, devono andare avanti senza considerazione della fanteria e spianare la strada. Ai fanti è lasciato il compito di eliminare le resistenze.

In questo periodo si rafforza molto l’amicizia tra Rommel ed Hitler. Amicizia che viene rafforzata ulteriormente a seguito del primo attentato esplosivo al Fuhrer.
Il tentato omicidio non colpisce il diretto interessato per il semplice fatto che uscì qualche minuto prima dell’esplosione. Ciò pare un segnale della preveggenza di Hitler e Rommel ne è impressionato.

Rommel, pur non essendo nazionalsocialista, ama il Fuhrer ed è sinceramente ricambiato.

 

Giacomo F. Morini

domani la terza parte