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Addio voto in condotta, ultimo colpo al sistema scolastico

Da lungo tempo ormai è morta la meritocrazia. Deceduta, sotto i colpi di una politica che tende all’indebolimento, nemica di ogni virtù. In ambito scolastico, la meritocrazia è morta nel ’68, calpestata nelle piazze dai giovani che hanno ottenuto la grande conquista del “6 politico”, giusto per fare un esempio. Oltre all’ingiustizia nei confronti di chi si è impegnato durante tutto il corso dell’anno, mi sono sempre chiesta quale soddisfazione possa ricevere uno studente nel vedersi promosso con un 6 politico. Personalmente, lo trovo piuttosto avvilente.

La meritocrazia è morta anche nelle carriere, sostituita talvolta dall’estrazione casuale o, nelle peggiori delle ipotesi, dai favoritismi della corruzione.

il cadavere della meritocrazia continua ad essere violentato ed offeso dai professori sessantottini, che tutelano i ragazzi lavativi e non premiano i meritevoli. Ancor più grave è l’intervento del governo in tutto ciò. Dopo la polemica contro la bocciatura alle scuole elementari e medie addirittura, il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli inferisce all’educazione un ennesimo colpo mortale: l’abolizione del voto in condotta, ossia il giudizio sul comportamento dell’alunno.

Ci troviamo di fronte alla dimostrazione evidente di ciò che da un po’ di tempo costituisce un mio timore: la scuola non è più un luogo di formazione dell’individuo, dove imparare, ancor prima delle singole materie, le norme etiche e civili per diventare adulti e cittadini esemplari. La scuola non costruisce persone, ma numeri. Matricole per l’arruolamento nell’esercito mondiale della globalizzazione e del pensiero unico. Siamo tutti soldatini di una guerra che spesso non sappiamo di combattere o, come nel nostro caso, che non vogliamo combattere!

Io credo ancora nella scuola meritocratica, maestra di vita e di valori ben più grandi del mero nozionismo fine a se stesso. La scuola di Giovanni Gentile, per intenderci. Da studentessa, non mi riconosco affatto nell’attuale sistema scolastico ed auspico di vedere un cambio di rotta nei prossimi anni.

Si è appena aperto un nuovo anno, che la luce della speranza risorga in mezzo a questi tempi bui.

-Camilla

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