L’alleanza tra i Rothschild ed i Borbone di Napoli

Il Mito anti italiano neoborbonico ed i Rothschild

Nella peggior immondizia revisionista ed anti italiana, in cui sguazzano circoli di neoborbonici, filoasburgici e la peggior sinistra antipatriottica, va di moda la vulgata secondo la quale l’Unità d’Italia fosse un fenomeno voluto dalle forze occulte e ”poteri forti”. Sarebbe il caso di ricordare alle vedove delle forze imperialiste e reazionarie che hanno occupato e violentato per secoli la patria italiana che questi fantomatici poteri occulti a cui fanno riferimento, primo fra tutti la famiglia Rothschild, erano i primi burattinai delle dinastie dei Borbone, del Vaticano e degli Asburgo.

Villa Pignatelli, sede del Casato dei Rothschild di Napoli

L’occupazione austriaca del meridione

Un sodalizio iniziato nel 1821 con l’arrivo di CalmannCarl” Mayer von Rothschild a Napoli che ebbe origine la dinastia cadetta della più potente famiglia di banchieri ebrei della storia europea. L’occasione perfetta per lanciarsi negli affari del meridione italiano fu l’occupazione austriaca del Regno delle due Sicilie. La narrativa meridionalista vuole la dinastia borbonica eroicamente impegnata a far prosperare il meridione d’Italia difendendolo dalle ingerenze straniere. Una versione della storia che esiste solo nei loro sogni. Re Ferdinando I di Borbone, monarca tanto sanguinario quanto assetato di potere, pur di mantenere il dominio minacciato dalle insurrezioni interne non esitò a sciogliere l’esercito regio e far occupare il meridione italiano dalle forze armate dell’Impero austriaco, altra potenza europea fantoccio dei Rohtschild e rimpianta dalla congrega anti italiana. L’esercito austriaco, essendo dovuto rimanere per diversi anni nel meridione italiano, doveva essere pagato e mantenuto. Ed è quì che entra in gioco Carl Von Rotschild. Grazie ai prestiti erogati dalla famiglia Rothschild al Regno di Napoli, Ferdinando I riuscì a reprimere le rivolte interne garantendo il proprio potere. I Rothschild di Napoli divennero i proprietari della quota di maggioranza ed i custodi di fatto del Banco di Napoli. La sede della prestigiosa filiale di Napoli della famiglia Rothschild fu aperta sulla Riviera di Chiaia dove Carl Rothschild aveva acquistato la futura villa Pignatelli, allora conosciuta come villa Acton, dal nome del suo proprietario Ferdinand Richard Acton, primo ministro del Regno che la fece costruire nel 1826. La villa divenne celebre nel tempo per la sua spettacolare vista sul Vesuvio. Carl Rothschild l’acquistò nel 1836 stabilendo nella villa la sua residenza privata, e nello stesso anno fece costruire all’estremità settentrionale del parco, una palazzina di tre piani, nota come palazzina Rothschild, dove aveva sede la banca.

La nascita dei Rothschild di Napoli

La linea discende da Calmann ”Carl” Mayer von Rothschild che nel 1821 venne inviato da Francoforte sul Meno a Napoli dal padre Mayer Amschel Rothschild, il fondatore dell’Impero Bancario Ebraico. Desideroso che i suoi figli avessero successo e per ampliare l’azienda di famiglia in tutta Europa, Mayer Amschel Rothschild aveva disposto che il suo primogenito rimanesse a Francoforte, mentre i suoi altri quattro figli andassero in diverse città europee per fondare un istituto finanziario per investire in business e fornire servizi bancari.

Calmann ”Carl” Mayer von Rothschild, fu il fondatore della filiale di Napoli. Quarto dei cinque figli del fondatore della dinastia Mayer Amshel Rothschild, sebbe dimostrarsi non meno abile dei fratelli e del padre negli affari malgrado il difficile scenario economico del Regno delle Due Sicilie.

L’endogamia all’interno della famiglia era una parte essenziale della strategia dei Rothschild, al fine di assicurare che il controllo della loro ricchezza rimanesse nelle mani della famiglia. Attraverso i loro sforzi di collaborazione, i Rothschild salirono alla ribalta in una varietà di tentativi, compresi i prestiti bancari, titoli di Stato ed il commercio di lingotti. I loro finanziamenti offrivano opportunità di investimento e nel corso del XIX secolo diventarono i principali soggetti interessati nel settore minerario su larga scala e le imprese di trasporto ferroviario furono fondamentali per la rapida espansione dell’economia industriale d’Europa.

Mayer Amschel Rothschild, fondatore della dinastia dei Rothschild e padre di Carl Von Rothschild

Nel 1820, la banca Rothschild & Sons era già operativa con successo a Londra in Inghilterra, de Rothschild Frères a Parigi, e von Rothschild a Vienna, in Austria, dove Salomon Mayer von Rothschild diventò un potente alleato del principe austriaco Klemens von Metternich. Nel marzo del 1821, in aiuto del re Ferdinando I, l’esercito austriaco entrò nel Regno delle Due Sicilie ed occupò Napoli. Questo evento aprì la porta agli interessi dei Rothschild e Carl von Rothschild fu inviato a Napoli dove fondò la C M de Rothschild & Figli affinché operasse da ufficio satellite del quartier generale della Famiglia bancaria Rothschild di Germania a Francoforte sul Meno.

Nel 1822, a Carl Rothschild ed ai suoi quattro fratelli fu concesso ad ognuno il titolo di barone, o Freiherr, dall‘Imperatore Francesco I d’Austria. Durante l’inverno del 1826, Leopoldo di Sassonia-Coburgo, futuro Re dei Belgi fu un ospite di Carl von Rothschild nella sua villa a Napoli. Nel 1829, Carl fu nominato console generale della Sicilia a Francoforte e nel gennaio 1832 al banchiere ebreo fu dato un nastro e la stella del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio durante una cerimonia con il nuovo Papa, Gregorio XVI.

Il coinvolgimento della famiglia negli investimenti e nell’industria del Regno di Napoli

Carl von Rothschild sviluppò un buon rapporto di lavoro con Luigi de’ Medici di Ottajano, il “Direttore della Segreteria di Azienda del Regno di Napoli” (ministro delle Finanze), e con il suo intervento divenne la casa bancaria dominante a Napoli. Come risultato del successo di Carl, i Rothschild ebbero una consistente presenza bancaria in Inghilterra e in altre tre grandi capitali europee, dando alla famiglia notevole influenza e un vantaggio rispetto ai loro concorrenti. Durante l’inverno del 1826, Leopoldo di Sassonia-Coburgo, futuro Re del Belgio fu ospite di Carl von Rothschild nella sua villa a Napoli. Nel 1829 a Francoforte, fu nominato console generale di Sicilia. La banca di Rothschild & Figli dispose prestiti consistenti allo Stato della Chiesa e ai vari re di Napoli, oltre al Ducato di Parma e al Granducato di Toscana.

La fine del ramo di Napoli

Il motivo principale della fine della filiale di Napoli, senza dubbio quella più sfortunata delle cinque filiali aperte dai figli di Mayer Amsel, fu principalmente dovuta all’unificazione dell’Italia e dalla spedizione dei Mille. L’anno 1855 portò notevoli cambiamenti per la famiglia Rothschild, con la morte del capofamiglia sia del ramo di Napoli che di quello tedesco. Dei tre figli di Carl von Rothschild, il maggiore, Mayer, e il minore, Wilhelm, successero allo zio Amschel Mayer von Rothschild ( fratello di Carl e secondo figlio del fondatore della dinastia Mayer Amschel Rothschild, di cui riprende il nome) a Francoforte, che non aveva avuto figli, mentre il figlio mezzano Adolf accettò a malincuore di occuparsi della sede di Napoli. I negoziati di successione furono segnati da rancori notevoli, verso il cugino Anselm von Rothschild, allora capo della Famiglia di banchieri Rothschild d’Austria. Gli affari per la filiale di Napoli in quel periodo non andavano molto bene principalmente a causa dei due motivi:

-nel 1831, Napoli seguì la Spagna con un graduale passaggio dalla emissione di obbligazioni convenzionali che cominciarono ad incidere sulla crescita e la redditività della banca. Durante la seconda metà del 1840 l’attività non evidenzia alcuna crescita e il profitto fu solo marginario;

-la primavera dei popoli del 1848 che analogalmente all’avvento dei nazionalismi europei del XX secolo mise in profonda crisi le forze della finanza internazionale;

La fine della filiale di Napoli cominciò quando Giuseppe Garibaldi invase ed occupò Napoli il 7 settembre 1860 e insediò un governo provvisorio. A causa delle strette connessioni politiche della famiglia Rothschild con l’Austria e la Francia (due potenze che nello scacchiere italiano erano avversarie), Adolf von Rothschild si trovò in difficoltà. Scelse di rifugiarsi temporaneamente a Gaeta con il re Francesco II delle Due Sicilie, ma i casati Rothschild a Londra, Parigi e Vienna non erano preparati a sostenere finanziariamente il re deposto. Con la nazionalizzazione del Banco di Napoli ad opera di Garibaldi, la fortuna dei Rothschild di Napoli finì nelle casse del neonato regno d’Italia. Dopo l’unificazione della penisola, e stante una crescente tensione tra Adolf e il resto della famiglia, dopo 42 anni d’attività il casato di Napoli chiuse nel 1863.

Alessio Melita