Diciamo la verità: per una volta il Presidente della Repubblica è stato davvero un Presidente della Repubblica.

Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso alla Nazione di fine anno, si è mostrato neutrale, conciso, pratico, schietto.

In realtà non dovremmo troppo stupirci di questo; il PdR è appunto la figura che dovrebbe mediare tra le istituzioni, organo super partes, garante della Costituzione.

Il nostro stupore, purtroppo, nasce dall’idea di Presidente che ormai si era formata in noi durante la presidenza (o dittatura?) del famigerato Giorgio Napolitano, una delle figure politiche più drammatiche degli ultimi decenni; celebri i suoi discorsi di fine anno, pregni di retorica, frasi vuote, preistoriche.

Sergio Mattarella ha finalmente dato una bella sterzata a tutto questo. Pochi cenni sul tramontato Ius Soli (e ci mancherebbe) e tanti riferimenti al mondo del lavoro, sempre più in crisi.

In chiusura, un accalorato appello ai giovani a presentarsi alle urne per battere l’assenteismo, una delle grandi piaghe nostrane.

Tutto bello, tutto giusto.

E poi.

E poi?

Fulmine a ciel sereno. Il redidivo pagliaccio della Rete.

Beppe Grillo.

Eh no, non è scomparso signori

Anno nuovo, pagliaccio vecchio

Più in forma che mai, il nostro ex (?) comico ha voluto fare il suo contro-discorso.

Anche lui ha toccato i temi cari a Mattarella ma … diciamo che non se l’è cavata così egregiamente.

Il Beppe Nazionale, con una crisi lavorativa sempre più acuta e profonda, ci parla di robotica … di lavoro tecnologico, futuristico …

Nel suo mondo digitalizzato dove solo Di Maio e Banda lo comprendono. O almeno, fingono di capirlo.

E dopo aver perso completamente il contatto con la realtà -altro che lavoro robotico, qua c’è una disoccupazione preistorica- annuncia di non essere affatto scomparso, anzi, mentre i suoi fidi scudieri (non ridete) vinceranno le elezioni (ve lo immaginate Giggino Di Maio presidente? Brividi), lui andrà in giro per il mondo, a mostrare video, partecipare a conferenze, diffondere la cultura e il progresso grillino ovunque. Insomma, presto anche in Sudamerica sbaglieranno i congiuntivi.

Infine chiosa finale sulle elezioni

“se non dovessimo vincere forse dovremo eleggere un nuovo popolo”

No Beppe, il popolo Italiano va benissimo così. Il problema è un altro.

Il popolo ha bisogno di politici preparati. Saggi, esperti, coraggiosi, presenti.

Quindi … fa la cosa migliore per tutti.

Rimani in Rete

 

Giacomo Novelli