ANTIFASCISMO VUOL DIRE ANTI ITALIANO

Antifascismo oggi è un fenomeno culturale che si delinea per l’avversione al patriottismo e più in generale al nazionalismo. Quest’avversione prende forma in diversi modi e varia a seconda del tipo di antifascista. Ci sono i post partigiani, più inclini a serate passate a bere cantando bella ciao e facendo paste asciutte antifasciste. Ci sono i tossici dei centri sociali, degenerati che vedono nella politica più un passatempo che un impegno e che vedono nell’antifascismo uno sfogo con cui giustificare la propria degenerazione. Ci sono gli intellettuali semicolti, il cui antifascismo è esplicato da un modo di atteggiarsi tipicamente radical chic. Malgrado la forma possa cambiare, la sostanza rimane la stessa. Il tema dell’antirazzismo, dell’accoglienza al migrante e dei confini aperti è uno dei cavalli di Battaglia di queste estreme sinistre, che paiono proprio volersi dimenticare che l’immigrazione di massa è esattamente ciò che vuole il grande capitale, con l’immissione massiva di lavoratori sottopagati con cui attuare la deflazione salariale degli stipendi dei lavoratori autoctoni. Gli antifa parlano di derive xenofobe e populiste quasi come fossero un elite che lotta contro un mondo in preda ad una perenne deriva demagogica. Non hanno ben chiaro che l’unica demagogia è proprio quella della retorica immigrazionista che consegna milioni di stranieri nelle mani del lavoro in nero, della criminalità e dell’enorme giro di soldi che ruota attorno al buisness dell’accoglienza di cui sono responsabili ONG e Cooperative rosse, gruppi che per fare i propri interessi non disdegnano dell’aiuto della feccia immigrazionista. Nelle manifestazioni antifasciste a favore dell’accoglienza al migrante si canta a gran voce bella ciao e bandiera rossa, le file dell’antirazzismo si fondono con quelle del sinistrismo più ottuso, dell’accoglienza senza freni in Un modo che fa quasi pensare che gli antifascisti e tutta l’accozzaglia immigrazionista pare letteralmente scollegata dalla realtà. In effetti, basta guardare gli stili di vita tenuti da chi frequenta un centro sociale per avere ben chiaro quanto possano essere mentalmente distanti dalla realtà gli antifascisti, per non parlare poi degli articoli su testate di riferimento progressiste come Huffington Post e simili. Un nauseante mix di progressismo, propaganda post sessantottina, droghe e musica spazzatura ascoltata a palla. Non c’è da stupirsi che in questi individui sia stata cancellata ogni coscienza storica ed ogni senso di appartenenza alla propria terra. Rimbabiti da droghe e stili di vita degenerati, gli antifascisti sono il trampolino di lancio del mondialismo in quanto essi incarnano il modello di consumatore apolide senza identità ed anti patriottico, ciò di cui l’elite mondialista incarnata da individui come George Soros ha bisogno per portare a termine i propri progetti di decostruzione sociale. Qual’è il motivo di questo accanimento contro la nostra storia ed i nostri valori ? Un radicato sentimento anti italiano. Urge che i giovani prendano coscienza onde evitare che vengano risucchiati nel vuoto culturale antifa.

Alessio Melita