Auguri Montagna che cammina! Nel ricordo di Primo Carnera.

Oggi mi limito a ricordare quella che era la figura di Primo Carnera nel giorno del suo compleanno.
Nasce il 25 Ottobre del 1906,in Sequals, Friuli. Già alla nascita pesava 6 Chilogrammi e crescendo la sua stazza era sempre più notevole per arrivare in maniera definitiva ad essere alto 2.05M x 125Kg.
La sua è stata una vita estremamente travagliata. Nato in condizioni di povertà, da adolescente parte in cerca di lavoro e lavora in un circo come fenomeno da baraccone e lottatore.
Scoperto in uno di questi spettacoli da Paul Journee, ex campione dei pesi massimi di pugilato francese, fu ufficialmente assunto come pugile. Journee non tardò a rivolgersi al vecchio amico e manager Leon See per avviarlo alla carriera da pugile professionista.

Si dice che Leon See avesse truccato i suoi incontri per quanto riguarda le tappe francesi ed europee, ma nei fatti si tratta di fatti poco credibili e gli incontri  disputati negli USA, era contro avversari di livello e regolari.

Man mano che andava disputando incontri in Europa e negli USA la sua fama andava aumentando ed in Italia era diventato un modello di riferimento, il 29 giugno del 1933 ruba il titolo di campione mondiale dei pesi massimi a Jack Sharkey e l’Italia lo omaggiò chiamandolo “Il gigante di Sequals”.
Fu anche un esempio propagandistico per il regime fascista, dove anche lo stesso Carnera si dichiarò fervente sostenitore del fascismo(Infatti a guerra finita rischiava la fucilazione da parte dei partigiani e dovette migrare negli USA) e col Duce stipulò un accordo che il primo incontro in difesa del titolo di campione, lo avrebbe disputato in Italia, a patto che non sarebbe partito in guerra.
Le tappe in Italia da lui più gettonate erano Milano, Roma, Napoli e nel popolo nacque una certa moda “Alla Carnera” ed il carnevale, venne chiamato “Carnerale”.

Perse il titolo il 14 giugno del 1934 con Max Baer, detto anche “Il Ballerino”, che nei fatti lo massacrò. Anche se Carnera eroicamente salì ugualmente sul ring con una caviglia slogata e si rialzò 10 volte di fila prima di finire al tappeto.
Tentò di continuare la carriera pugilistica ma ormai era vecchio per la boxe tuttavia, mantenne un posto nel cuore degli italiani e lavorò come attore e uomo di spettacolo e le sue apparizioni assieme alle leggende del cinema come Totò, John wayne e tanti altri…erano note.
Nei fatti anche se era diventato campione, rimase povero per eccessiva bontà e fiducia nei suoi manager che furono si abili nel procurargli gli incontri giusti, quanto abili nel raggirarlo e ridurlo sul lastrico.
In seguito alla fine della guerra dovette migrare in quanto rischiava la fucilazione da parte dei partigiani, per via dell’accusa come collaborazionista del regime fascista.
Negli USA infine divenne un uomo Ricco, praticando “Catch”, l’antenato del wrestling. Disputò l’ultimo incontro nel 1963 a 57 anni ed in seguito si ammalò di cirrosi epatica, la malattia che lo condusse alla morte.
Nel 1967 tornò al suo paese d’origine Sequals per godersi gli affetti e mori nel 34° anniversario della conquista del titolo mondiale, ovvero 29 giugno del 1967.

Tra le varie curiosità abbiamo il suo matrimonio con Giuseppina Kovacic che inizialmente non era approvato dal padre, in quanto non lo riteneva un uomo di alto rango per la figlia ed un uomo lavorativamente instabile. Vi è sempre tra le curiosità, che la carriera pugilistica fu compromessa dalla morte di Enrie Schaaf, morto durante un incontro con lui. Si sentiva responsabile anche se più che i suoi pugni, fu il suo cuore malato a non reggere. Si convinse a riprendere la carriera dopo che la madre del defunto pugile, scrisse a lui una lettera dove lo perdonava e non lo incolpava di quanto accaduto, oltre le varie lettere degli italiani nel mondo che lo citavano ad esempio.
Era nota in particolare la sua amicizia col pugile Max Schmeling(ex campione del mondo e paracadutista in Africa durante la guerra), tanto che li si può vedere in un video di propaganda della RSI, anche se molto difficile da trovare.

Infine dissero varie molte cose su Carnera, specie quelle denigratorie: Che era un fenomeno da baraccone, i suoi movimenti erano rudimentali ed addirittura  oggi è quasi insabbiato dalla storia della boxe. Ma ad oggi è il solo italiano nella storia che ha conquistato il titolo di campione mondiale di pesi massimi, in un periodo dove la boxe era quasi senza regole ed era poco più che una carneficina.

Vittorio Emanuele Miranda