Come battere la sinistra

La sinistra può vantare un ampio tessuto associativo grazie al quale ha il controllo della vita civile e sociale del paese. Un tessuto che si fonda sul potere e l’influenza delle cooperative rosse, di associazioni come ANPI ed ARCI, del potere e delle pressioni esercitate dal gruppo mediatico l’espresso di De Benedetti (lui stesso autodefinitosi “primo tesserato del PD”), che può annoverare la guida di giornali importanti come repubblica e l’espresso. Nemmeno il tessuto giudiziario si salva da questa rete di potere che fa tanta propaganda sull’accoglienza al migrante e l’apertura delle frontiere, dogmi anti italiani fin troppo sbandierati. Grazie a Magistratura Democratica le “toghe rosse” sono in grado di politicizzare la giustizia contro le forze politiche avverse, si pensi alla puntualità con cui partivano gli scandali contro Silvio Berlusconi mentre il Cavaliere era al potere. Per non parlare poi dei famosi Centri Sociali, dove le sinistre sono in grado di portare ai giovani i disvalori della mondializzazione. Una fitta rete associativa che creano un insieme di realtà con cui le sinistre possono dettare il passo della sfera sociale e culturale italiana, decidendo cos’è progresso e cos’è regresso, decidendo qual’è la “mentalità chiusa” e qual’è invece una “mente aperta”, decidendo cos’è giusto e cos’è sbagliato, qual’è la democrazia e qual’è invece il “populismo”. Se le destre vogliono sperare di avere la meglio nello scontro con le sinistre, le promesse di vittorie elettorali non bastano. Come dimostrato dalla caduta dei Governi Berlusconi, prendere il potere è inutile se non si riesce a mantenerlo, cosa che invece la sinistra riesce a fare. Se le destre vogliono radicarsi nel territorio è necessario infiltrarsi nella società civile creando proprie forme associazionistche che riprendano lo spirito patriottico degli ideali garibaldini e mazziniani di unità nazionale dell’italia e degli italiani. Ideali su cui le sinistre sputano sopra e che le destre devono portare in alto riunendosi in forme associazionistiche proprie, come giornali, associazioni storiche-culturali e per la lotta al degrado nelle città italiane.

Alessio Melita