Biotestamento: La brioche avvelenata data al popolo

Il disegno di legge sul biotestamento rappresenta la brioche data al popolo, analogalmente al DDL Cirinnà sulle unioni civili. In primo luogo, abbiamo 10 milioni di italiani in condizione di povertà, italiani a cui il governo cancella sempre di più i diritti veri, ossia i diritti sociali: i diritti alla casa, al lavoro, alla sicurezza ed alla famiglia. Aumentano le tasse sui beni di prima necessità ed i contributi assistenziali ( il nuovo Documento di economia e finanza visto che per il triennio 2017-2019 è già decisa una stangata da oltre 75 miliardi di euro, con la pressione fiscale si attesterà al 42,2% superiore al 42,1% raggiunto l’anno scorso), aumentano le privatizzazioni delle grandi imprese italiane e dei marchi storici, aumentano le difficoltà delle famiglie italiane a far crescere i propri figli mentre la sicurezza nelle strade va via via diminuendo, gang d’immigrati prendono il controllo delle strade mentre prosegue l’involuzione culturale dei nostri giovani. Le risposte date a quest’emergenza? Unioni tra persone dello stesso sesso, diritto di cittadinanza a persone straniere nate in Italia e diritto ad una morte “dignitosa”. Ma il diritto alla vita? Il DIRITTO ALLA VITA. Il diritto più basilare di tutto, il diritto alla base della nostra esistenza!!! I fondi alla sanità ed alla ricerca sono continuamente tagliati, l’assistenza a donne, bambini ed anziani viene ridotta. L’ingiustizia fa da padrona di Questi tempi. Ed i responsabili sono le stesse persone che ora con la forza dei loro giornali e dei grandi media provano ad abbindolare il popolo con questa “conquista epocale”. (Ovviamente sull’altra grande “conquista epocale”, il DDL per lo ius soli, la discussione è stata rimandata a dopo la fine della legislatura perché la sinistra sa benissimo quanto sarebbe catastrofica a livello elettorale l’approvazione di una legge non voluta dalla stragrande maggioranza degli italiani pochi mesi prima delle elezioni, questo basta a definire la malafede di chi ha partorito l’idea di queste leggi per i “diritti civili”). Ma oltre alle questioni più politiche, è proprio la legge in sè ad essere malata. È stato aperto il vaso di Pandora, ma molti sostenitori di questa “conquista epocale” non vogliono capirlo. Scrive su L’occidentale Assuntina Morresi “È una legge “bandiera”, voluta dalla sinistra innanzitutto, perché sia i renziani che gli ex-pd di Grasso hanno un disperato bisogno di dimostrare al popolo della sinistra, di essere veramente di sinistra. (…) I grillini si sono affiancati volentieri, perché pure loro devono portare a casa qualcosa, e nel guazzabuglio piuttosto confuso delle loro idee, il biotestamento non ci sta male.

La legge è pessima. E’ scritta talmente male che non potrà essere applicata, e questo potrebbe essere addirittura divertente. Per esempio le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) si possono scrivere senza aver consultato nessuno, sotto pesanti condizionamenti, in un momento di sconforto: nessuno può controllare, perché non c’è bisogno nemmeno che siano controfirmate da un medico. Basta andare in comune, all’anagrafe, con un foglietto e dire all’impiegato: “mi chiamo Pinco Pallo, questa è la mia carta di identità che lo prova, queste sono le mie DAT, eccole, le conservi come meglio crede”. L’impiegato deve solo controllare che la persona che firma sia effettivamente chi dice di essere, e basta. Ovviamente non può controllare il testo delle DAT, in cui potrebbe essere scritto di tutto (anche roba tipo “vorrei essere curato con funghi allucinogeni”).

Questo testo del tutto incontrollato e incontrollabile viene depositato in un registro comunale, e da lì se ne perderanno le tracce: potrebbe restare lì, o finire in un registro regionale (se la Regione è fra le pochissime che ha attivato il fascicolo sanitario elettronico), o anche altrove. Un registro nazionale non c’è, e non è previsto dalla legge. Per revocare le DAT si fa allo stesso modo, ma se c’è urgenza allora ecco controlli e verifiche: si deve cercare un medico qualsiasi – il primo passante laureato in medicina – e due testimoni – due passanti qualsiasi. Poi però nessuno sa cosa ci fa tutta questa gente con la revoca, visto che non viene detto dove deve essere portata, e da chi dovrà essere conservata.

Potremmo continuare a lungo, perché la legge è tutta così. Ma non è divertente. Perché se chi l’ha scritta non si è minimamente preoccupato di come farla funzionare, ha però scritto con chiarezza che se uno chiede l’eutanasia all’italiana, cioè la sospensione di idratazione e alimentazione, il medico deve eseguire. E non c’è l’obiezione di coscienza: lo dovranno fare anche i medici del Gemelli, dell’ospedale Bambino Gesù, per capirci.

Sappiamo già cosa succederà. Qualcosa di molto simile alle unioni civili. Subito dopo l’approvazione della legge i tiggì e i giornaloni si riempiranno di persone che, diranno “finalmente, è tutta la vita che aspettavo questo momento”, e leggeranno il loro biotestamento davanti alle telecamere. Giornalisti e presentatori si commuoveranno. Zelanti reporter filmeranno i primi depositari mentre vanno in comune a consegnare le loro DAT. Renzi rivendicherà anche questa importante riforma, e si farà fotografare mentre va a messa. Poi, dopo qualche mese, non se ne parlerà più, e dopo altri mesi le DAT si conteranno: 44 in tutto, come i gatti di una famosa canzone per bambini. Già. Perché laddove leggi come questa sono state approvate, le percentuali di chi ha fatto le DAT sono dal 4 al 5 % degli aventi diritto.

Ma nel frattempo, l’esistenza stessa della legge consentirà la modifica dei protocolli medici, e la sospensione dei sostegni vitali sarà una delle opzioni possibili, specie per disabili o anziani, anche se non in fin di vita. Cominceranno i contenziosi per i minori (la legge riguarda anche chi non ha fatto le DAT, perché regola il consenso ai trattamenti sanitari per tutti, e ricordiamo che si ribadisce esplicitamente che idratazione e alimentazione sono trattamenti) e saranno i giudici a decidere se “staccare la spina”, non i genitori né i medici. Cambierà la mentalità corrente, cambieranno gli orientamenti di dottori, giuristi, e la scelta di vivere e di morire si equivarranno. Scompare, quindi, il favor vitae. Basteranno pochi anni. ” La prospettiva è inquietante, il diritto alla vita diverrà oggetto di dibattito. I giudici e lo stato potranno decidere della vita delle persone più deboli e senza tutele: minorenni, bambini, vecchi ed anziani. Si pensi al caso del piccolo Charlie Grad. Casi che sono successi, che succedono e che succederanno. Si darà allo stato la possibilità di entrare nel delicato campo del dibattito sulla vita. L’accanimento terapeutico è sbagliato, ma non bisogna dimenticarsi che esistono governi che costringono le famiglie ad abortire i propri figli se di sesso femminile in modo da controllare la crescita demografica. Non è fantasciebza, è quello che i benpensanti chiamano “progresso”. Il valore della vita viene distrutto giorno dopo giorno, voi cosa farete? Vi farete fregare da questa sinistra?

Alessio