Centro sociale, entità anti Italiana al soldo dello stato

I centri sociali sono storici luoghi di ritrovo delle frange più violente ed anti italiane della sinistra antagonista. Questi luoghi d’aggregazione vantano del supporto e dei finanziamenti delle istituzioni locali in diverse città italiane. Ecco una lista dei finanziamenti pubblici ricevuti dai rivoluzionari compagni dell’antifascismo:
FIRENZE: “Il Melograno”, centro sociale fiorentino nel solo 2016 è stato destinatario di di finanziamenti comunali per circa 120.000 euro.
BOLOGNA: A Bologna, i centri sociali “Tpo”, “Xm24” e “Vag61” vengono da anni regolarmente ospitati in immobili comunali.
MILANO: A Milano, il sindaco Pisapia tenta la regolarizzazione dello storico centro sociale Leoncavallo. Operazione tentata nel 2015 e ritentata di recente. Addirittura il sindaco ha cercato di trovare un accordo col gruppo Cabassi, proprietario dello stabile. Leoncavallo che, ricordiamo, nel 2012 guadagnava più di un milione di euro, senza pagare affitto e tasse. Sempre a Milano, la medesima giunta ha avviato processi di regolarizzazione per il centro sociale Macao.

NAPOLI: Nel marzo del 2017 il sindaco De Magistris dona ben 24 locali ai centri sociali cittadini, tra cui un enorme ex ospedale psichiatrico. Ne beneficiano i centro sociali “Insurgencia”, “Zero81” e i collettivi “Iskra”, “La Balena” e “Carc”.
VENEZIA: Si da il caso che il fratello dell’attuale sindaco, tale Massimo Cacciari, sia Massimo Cacciari (omonimo) fratello del primo, nonchè capo dei centri sociali cittadini. Inutile elencare le concessioni che hanno avuto.
PADOVA: il centro sociale Pedro, oltre ad essersi fatto vedere plurime volte con la Presidente del consiglio comunale, ha potuto usufruire, il 21 Luglio, della prestigiosa sala comunale di Palazzo Moroni, sede della Sala Gruppi del Municipio. Inaudito vedere gli antagonisti in Comune.
Poi, in ordine sparso: a Treviso il comune paga al centro sociale le utenze e le bollette, a Caserta a spese del comune la luce viene fatta riallacciare al centro sociale “Canapificio”, a Torino il canone viene dimezzato dal comune al centro sociale “Radio Blackout”.

Alessio