CHARLOTTESVILLE, OGGI COME IERI: WEARING OF THE GREY.

“We fought them long, we fought them well, we fought them night and day. And bravely struggle for our right, while wearing of the grey”.

Così recitava una canzone confederata, la quale lasciava intendere la forza e la volontà delle giubbe grigie che lottarono in quell’aspra guerra che durò dal 1861 al 1865 per difendere il diritto di voler vivere secondo proprio stile di vita. Così accadde nuovamente dove eroi da tutta America e non solo non si unirono, ma si confederarono addirittura nella difesa della propria identità. Nei giorni 11 e 12 agosto i movimenti: Identity Europe, Fraternal order of Alt knights, League of South, National Socialist Movement, Traditionalist Workers Party e Vanguard America parteciparono all’iniziativa “Unite the Right” in quel di Charlottesville, nella difesa di ciò che hanno di più sacro: la propria storia! Ovviamente i media mondiali hanno demonizzato il tutto come la solita violenza dei suprematisi bianchi e del KKK, come se si fosse trattato di un’iniziativa becera e violenta, degna solo del peggiore dei razzismi. È vero sì, che i confederati si erano presentati in assetto da battaglia, ma è altrettanto importante ricordare che si sono presentati per difendere la statua del generale Lee contro chiunque volesse rimuoverla. Ad una simile iniziativa, dove tutte le destre identarie, nazionalsocialisti e sudisti riuniti, dove a migliaia scesero in piazza per difendere la loro sacralità, era inevitabile che la marea becera e sinistroide si sarebbe smossa con la più violenta e malsana delle intenzioni. Indubbiamente di parte il commento del Presidente Donald Trump, che invita alla non violenza tra americani, ma giustamente sottolinea che la violenza arriva da più parti. Ovviamente morti e feriti non sono certo un bello spettacolo per una nazione che ritorna in un clima di guerra civile, tuttavia il sud non ha mai dimenticato i propri eroi e quelle migliaia di giubbe grigie “The ancestors”, che diedero la vita per difendere il proprio retaggio, la propria cultura ed il diritto di poter decidere il proprio stile di vita. I loro eredi infatti difendono a spada tratta questi eroi e portano avanti le loro battaglie. Il fatto che diversi movimenti, pur mantendendo le proprie identità, scesero gli uni a fianco degli altri, lottando tutti insieme come i loro antenati e scatenando il terrore, dovrebbe essere d’esempio per i movimenti italiani che continuando a portare avanti guerre individualistiche, faziose e dannose fra loro, lasciano campo libero ai vari Soros, alla sostituzione etnica ed al modello mondialista che sta deturpando la nostra nazione.

Vittorio