Dopo mesi di agonia in questo giorno nel 1975 moriva Sergio Ramelli, ucciso dall’odio comunista. Odio che non si fermò all’agguato che tutti conoscete, conseguenza di un tema scritto dal giovane contro le Brigate rosse e attaccato nella bacheca della scuola affinché tutti potessero vedere “il fascista”, ma proseguì nei giorni prima e anche dopo la morte con messaggi intimidatori, offese ed umiliazioni rivolte alla famiglia.
I vigliacchi comunisti non ebbero neanche pietà di una madre sconsolata, oltre che di un ragazzino di soli diciassette anni. Gli autori materiali, studenti universitari di medicina, scontarono pene brevissime, e alcuni di questi sono ancora oggi “stimati” professionisti. Gli autori morali, invece, quelli che da 70 anni inculcano odio e violenza nella mente di giovani e meno giovani facilmente manipolabili, non hanno mai scontato la loro pena ed anzi continuano ancora oggi ad alimentare la spirale del sangue.

Questi sono i comunisti italiani.

Riposa in pace, Sergio.

Anonimo