Congo, 24 Novembre 1964, Operation Dragon Rouge.

A seguito delle numerose vittorie dei mercenari europei di Mike Hoara e dell’esercito congolese, la rivolta comunista dei Simba stava per essere repressa. I ribelli iniziarono quindi a prendere ostaggi tra la popolazione dei bianchi europei ed americani. Oltre 1800 civili occidentali furono condotti a Stanleyville. Si prospettava un bagno di sangue, i negoziati fallirono. Bisognava intervenire in modo diretto. I belgi e gli americani misero da parte le loro divergenze ed elaborarono un piano per salvare gli ostaggi. Negli anni precedenti il Belgio aveva supportato gli indipendentisti del Katanga mentre USA ed ONU il gioverno di Joseph Mobutu. Gli europei si trovarono a dover elaborare un piano di salvataggio con gli Statunitensi. Questi proposero un operazione in grande stile, con lanci di paracadutisti su larga scala in città. Ovviamente i belgi si dichiararono contrari al piano degli americani: l’idea di lanciare 10 mila paracadutisti in un terreno sconosciuto tenuto dal nemico era semplicemente folle, soprattutto per un operazione di salvataggio. V’erano probabilità ancora più alte di essere individuati subito dai comunisti e che questi presi dal panico uccidessero gli ostaggi. I belgi proposero quindi un dispiegamento più piccolo: un battaglione di 300 commando “Berretti Rossi” del 1^ battaglione paracadutisti sarebbero stati dispiegati da due C-130 americani. Il piano dei belgi si rivelò vincente: i 300 commando belgi si infiltrarono con successo in città e dopo un riuscito blitz liberarono gli ostaggi. I civili furono caricati su 7 C-130 e messi al sicuro ed I commando esfiltrarono in sicurezza. L’operazione fu un successo e nelle settimane successive i mercenari europei di Hoara riuscirono a battere definitivamente i comunisti.

In foto: Parà belgi fuori Stanleyville.

Alessio