Al PDF nel link sottostante ed in formato di testo in questo articolo di blog si può trovare la traduzione in italiano dell’intervento del Filosofo Sviatoslav Vyshynsky alla conferenza “Pact of Steel” di Dicembre 2016 a Kiev.

Buona lettura agli interessati.

COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE

IL PATTO D’ACCIAIO (CONFERENZA 2016) – COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE (tradotto da militantzone)

La prima conferenza “Patto d’Acciaio” si è svolta con successo a Kiev il 17 Dicembre 2016, il giorno prima del festival Asgardsrei V. Si è trattato di un’utile sintesi fra arte e metapolitica; la conferenza ha gettato le basi per i futuri studi sul potenziale ideologico del Black Metal a livello mondiale in risposta alle sfide socioculturali dei nostri giorni. Un vasto pubblico dall’Europa Orientale e Occidentale unito dalla passione per le arti estreme ha partecipato a queste presentazioni:

COSA SIGNIFICA LA MUSICA IN UN’EPOCA DIFFICILE?

<< .. E cantare nella nostra misera epoca, per cosa?>>, chiese il poeta romantico tedesco del XIX secolo Friedrich Hölderlin. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, questa domanda viene ripetuta dal filosofo tedesco Martin Heidegger “A cosa servono i poeti in tempi difficili?”, <<Wozu Dichter in dürftiger Zeit?>>.

Heidegger afferma: <<L’era del mondo che non ha un fondamento è sospesa nell’abisso. Possiamo immaginare che un cambiamento è ancora possibile in epoche difficili solo se presupponiamo che il mondo toccherà nuovamente una base, ma questo significa che il cambiamento è possibile soltanto iniziando dall’abisso.>>

Quindi la poesia, intesa in senso ampio, come penetrazione nell’essenza della creazione, nell’essenza degli oggetti creati, è il modo di aprire il mondo che è nascosto dietro le barriere del linguaggio, della mente e della coscienza. La poesia è la porta per l’inconscio, la poesia indica con parole ciò che non può essere espresso a parole né a voce nel linguaggio.

Cosa è la parola, a parte il significato? La parola è il suono, la vibrazione, l’espressione pura e tangibile della volontà. Non sentiamo semplicemente il linguaggio, lo ascoltiamo. Non solo capiamo la parola, ma la ascoltiamo pure. La parola canta, la parola è ritmica, la parola è musicale.

<<Cos’è il suono?>>, venti anni dopo Heidegger se lo chiese un compositore Americano, John Cage, il pioniere della musica noise sperimentale. Il suono, che è tutto. Il suono, questa è la musica. Tutto ciò che ha un suono, tutto ciò che rivela i ritmi nascosti dell’Esistente, tutto ciò che parla il linguaggio del suono è musicale. Il suono è l’Esistente. Ogni suono è la musica. E ogni musica è la faccia dell’Esistente.

La poesia e la musica, nell’unità del pensiero e del sentimento, rivela l’essenza dell’Esistente, l’essenza della realtà, permettendo al poeta di toccare l’inesprimibile, di viverlo e passarci attraverso. Nella parola e nel suono per diventare parte dell’Esistente. Perché il silenzio non esiste, tutta la vita suona, il silenzio è morte.

Discutendo sulla cultura metal, una cultura di rock’n’roll, Varg VIkernes si concentra sull’essenza oscura che è alla sua base, sulla decadenza della “musica forte”. Sulla decadenza del “Black Metal” stesso, sulle radici Negroidi di tutto il rock’n’roll. Ha ragione? Ha ragione, sicuramente. Cos’è il Black Metal se non la musica dei tempi oscuri, la musica dell’Età del Ferro? Il periodo interbellico e quello postbellico del XX secolo rappresenta l’epoca della distruzione finale dell’ordine tradizionale ed il trionfo del nichilismo. L’epoca che il pensatore tedesco Ernst Junger chiamò l’avvicinamento al “punto zero” della storia.

La distruzione della Tradizione, l’apertura delle porte del Chaos, l’entrata nell’epoca del crepuscolo stanno cambiando anche noi. Accettiamo l’oscurità come un esame iniziatico, sfidiamo il demoniaco e ci mettiamo maschere demoniache noi stessi, come i nostri antenati facevano prima del Solstizio della Notte Universale. Ora la Notte Cosmica, che è venuta solo una volta l’anno prima, si diffonde lungo tutto l’anno e per tutti gli anni, è diventata onnicomprensiva. Con l’inizio della Notte, i contorni familiari della realtà si cancellano, i contorni dell’obiettività si confondono, l’estetica cambia ed insieme a questo la Notte cambia la percezione e la sensibilità. L’arte classica si è estinta insieme alla nostra capacità di capirla, di ascoltarla, come la Luce sbiadita, è uscita di scena. La musica classica e tradizionale dell’Occidente è stata rimpiazzata dall’avanguardia musicale, la musica rock’n’roll e la musica aritmica degli abissi. L’epoca dopo le Guerre mondiali è un’epoca in cui si ha la nascita di una nuova arte e di una nuova musica.

La nuova musica deriva da toni alti e ritmi bassi per cercare di superare i concetti stessi di ritmo e di suono chiaro. Non è una coincidenza che il Black Metal Originale è musica aritmica, il suo sound originale “raw” è un rumore ambient di chitarra, dove anche le battute creano aritmici “muri di suono”. Il ritmo, che è la misura alla base della musica convenzionale, nel Black Metal può essere accelerato così tanto che le stesse vibrazioni si trasformano in un’onda sonora.

L’iperdinamico Black Metal ed il Ronzio aritmico partono da poli diversi ma portano allo stesso modo la musica ad essere puro tono, ad essere un suono primitivo ed elementare.

Andare oltre delle frequenze estremamente basse ed estremamente alte è un tentativo di superare la naturale percezione umana del suono. Questo presentarsi in una veste demoniaca non è solo metaforica, attraverso le maschere, ma anche fisica, attraverso l’immersione in un tono inumano. La musica della morte, il Death Metal, il Dark Ambient e il Drone Doom, e più di tutte il Black Metal, si trovano nella sfera di ciò che Renè Guenon definiva come “infraumano”.

L’immensità dell’opera, “la Grande Arte Oscura” trasforma gli adepti musicali quasi in fautori di magia oscura, che gridano alla morte nei suoi diversi immaginari. <<Quello che cade può anche essere spinto!>>, dichiara il grande Nichilista Europeo Friedrich Nietzsche, parlando della caduta di tutti gli idoli. L’identificazione con le forze del male nel Black Metal diventa uno strumento di liberazione attiva e distruttiva. La frase di Evola “Cavalca la tigre” significa: per sposare il potere distruttivo della Tigre, per somigliare ad essa senza farti identificarti con essa. Nello stesso modo la Morte non poteva distinguere sé stessa dietro la maschera della Morte. Il Black Metal non è musica Olimpica, bensì titanica e a volte ctonica. Tramite esso ci immergiamo negli abissi del subconscio ed andando oltre la forma liberiamo le forze che guidano la coscienza. La distruzione diventa il processo creativo: la distruzione della musica diventa il suo senso più elevato e in questo modo ci si avvicina all’obiettivo, la poesia. Come i lavoratori nelle forge sotterranee di Vulcano che ne minavano le fondamenta sotto la Terra dell’Esistente, ci stiamo avvicinando al “punto zero” di tutta l’arte; andiamo oltre le forme, respingiamo ogni resistenza e portiamo l’arte stessa ad impoverirsi. Nelle “Epoche difficili” e attraverso l’arte nelle “Epoche difficili” noi ci stiamo avvicinando ad un vero fondamento, il Nulla.

Ci si è quindi avvicinati all’epicentro e l’identificazione con la distruzione è ciò che protegge dalla distruzione. “Chi scappa, Sir, non può sfuggire alla peste. Il miglior modo di sopravvivere è avvicinarsi al disastro”, dice un personaggio del romanzo “La Peste” di Valery Shevchuk. Una danza macabra, una “festa in tempi di malattie” è l’unica protezione contro la morte. Rompendo i confini e l’ordine della coscienza, la poesia ripulisce il seme dai vincoli delle vecchie forme e si avvicina alla pura esperienza della creazione, all’arte ed al senso primario del sublime. Perché l’esperienza della pura creazione, nei fatti, è l’esperienza della pura distruzione. Trasformando ciò che è decadente, la musica oscura diventa la chiave per aprire gli Abissi, nella quale si trova la pietra angolare dell’Esistente rinnovato. Questa pietra è il Nulla Omologato, in cui la creatività e la distruzione sono identiche.

Il Black Metal, in senso Kantiano, è la musica che non è “bella” ma “sublime”. La posizione del Nichilismo Attivo corrisponde ad esso, in opposizione al Nichilismo Passivo della cultura popolare delle masse. La sua ambizione è “trovare la morte”, identificata in senso simbolico con la distruzione, per trasformare la morte in esperienza musicale, l’esperienza di colori oscuri e vibrazioni distruttive.

La Grande Arte Oscura è basata sulla necessità e sull’inevitabilità della distruzione. Il Nichilismo attivo libera dalla paura della morte (e dei cambiamenti) e tramite la devastazione azzera tutto per far spazio ad un nuovo secolo.

Facendo piazza pulita della vecchia cultura musicale, portando le sue tendenze distruttive ai limiti assoluti (non-musica per non-umani), il Black Metal apre la strada per una nuova cultura, una nuova alba, una nuova Luce. La musica oscura è parte del grande mistero della morte e resurrezione, e non è una coincidenza che la filosofia delle Arti Oscure sia, paradossalmente, in bilico fra il ponte della Tradizione (il Paganesimo ed il Nazionalismo) e la Rivoluzione (il Satanismo ed il Nichilismo). La vera definizione di “ortodossia” nel Black Metal è associata con la sovversione; si va oltre la Tradizione “chiara”, oltre la sua negazione; questo perché, per dirla in modo breve, la missione dei cavalieri dell’apocalisse non è seminare bensì raccogliere. Il cavaliere, il poeta dell’Epoca Oscura, sella i cavalli infernali, sorpassa la Morte per non essere catturato dalla Morte stessa. Le sue canzoni riflettono ed accelerano la realtà; il poeta è sempre un passo avanti; loda la morte, la sorpassa con le parole, lasciandosela dietro di sé. E quando dopo che ha raccolto tutti i frutti la tempesta si ferma e la Morte stessa diventa silente, il poeta si toglie la maschera e pronuncia l’ultima Parola. La prima parola del Creatore.

 

 

 

Autore: Sviatoslav Vyshynsky, dottore in FIlosofia

Fonte: Militant zone.

Link all’articolo originale in inglese:

http://militant.zone/pact-of-steel-conference-2016-what-is-music-for-in-a-destitute-time/