Destra Liberale e Destra Sociale

Nel giorno del voto, sarebbe superfluo e forse inutile scrivere di partiti, movimenti, politici vecchi e nuovi.

Ma la confusione con cui ci siamo recati alle urne, mi spinge a fare ben altra riflessione.

Forse meno partitica.

Forse più filosofica.

Tanto si è detto di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega….e poi CasaPound, Forza Nuova eccetera.

Ma cosa differenzia questi schieramenti? Qual è la differenza tra Berlusconi e Di Stefano?

Cosa cambia tra Meloni e Fiore?

Urge,insomma, una netta differenziazione.

Tra Destra Liberale e Destra Sociale

Il libertarianismo di destra chiamato più comunemente libertarianismo conservatore, è una filosofia politica che riassume in sé le caratteristiche del liberismo e del paleoconservatorismo, come libero mercato e governo limitato. Si distingue dal libertarianismo di sinistra per la sua opposizione alla proprietà collettiva come fondamento della società. Al suo interno possiamo individuare tre correnti principali: il liberalismo tradizionale, il paleolibertarismo e l’anarco-capitalismo.

Liberalismo classico

La maggior parte dei libertari, vedendo con riluttanza la coercizione statale e promuovono il libero mercato, sostengono la vicinanza dei conservatori alle loro posizioni, in quanto, tradizionalmente, questi ultimi sostengono il taglio delle tasse, la diminuzione della spesa pubblica, il pareggio di bilancio, privatizzazioni, la diminuzione dello stato sociale, la cancellazione delle barriere protezioniste al libero mercato, politiche di liberalizzazione e deregolamentazione e la difesa della proprietà privata. Allo stesso tempo i liberali classici pongono una notevole attenzione politica per quanto riguarda i temi etici e civili, e generalmente sono favorevoli, sul solco del radicalismo liberale, ad aborto, eutanasia, procreazione assistita, ricerca scientifica, studio terapeutico delle cellule staminali, liberalizzazione della droga eccetera.

 

Neoliberismo

l termine neoliberismo indicava negli anni ’30 una filosofia economica che si proponeva come terza via tra liberalismo classico e pianificazione centrale dell’economia, ma a partire dagli anni ’60 divenne sinonimo di liberalismo economico, e quindi di difesa del libero mercato, deregolamentazione e forte riduzione del controllo del governo sull’economia.

 

Paleolibertarismo

Il paleolibertarismo è una corrente fortemente avversa agli atteggiamenti aggressivi e militaristi in politica estera; Si può considerare come l’unione tra i principi classici del libertarismo e gli ideali conservatori. I temi chiave di questa corrente sono l’anarco-capitalismo, una vicinanza all’anti-federalismo statunitense e la teoria economica della scuola austriaca.

 

Da queste descrizioni è impossibile non notare la vicinanza tra i pensieri filo-capitalistici di Silvio Berlusconi (con partiti alleati al seguito) e le varie filosofie della Destra Liberale.

Destra Liberale, urge ricordarlo, figlia da sempre del capitalismo, certamente, ma anche di correnti di pensiero prettamente filo Usa.

 

E i vari Di Stefano? Fiore?

CasaPound? Forza Nuova?

Certamente stiamo parlando d’altro.

« Ci sono almeno tre destre: la destra liberale, un po’ conservatrice sul piano dei valori, liberista in economia, anticomunista e garantista; la destra della tradizione, con significative varianti cattoliche o ribelli; la nuova destra, sociale e comunitaria, critica verso il dominio del mercato e il modello consumista. »
(Marcello Veneziani)

La destra sociale è una posizione ideologica e politica nell’àmbito dell’ideologia della destra, che viene coniugata con la giustizia sociale. Si caratterizza per una visione partecipativa della politica e per contenuti programmatici nel campo dell’economia politica, che possono anche fare riferimento al corporativismo fascista o alla socializzazione della Fascismo repubblicano.

In campo politico sono vicini al comunitarismo, all’identitarismo e al conservatorismo nazionale, ma non al conservatorismo classico, rifiutando le idee liberali.

In Italia la destra sociale ha avuto come riferimenti culturali l’esperienza del Sansepolcrismo, del Fascismo sociale (Carta del Lavoro, sindacalismo fascista, legislazione sociale fascista) e legate anche agli aspetti rivoluzionari e anticapitalisti, che puntavano ad un cambiamento della società in senso maggiormente spirituale, razionalmente egualitario, e pauperistico, nell’ambito della ricerca della “terza via”.

È per la fiscalità monetaria proposta dal poeta Ezra Pound e successivamente dal professor Giacinto Auriti.

Pur avendo un fondamento laico ed annoverando tra le proprie file anche aderenti atei, la destra sociale riconosce l’importanza fondamentale dei valori solidaristici cristiani nella storia dell’Europa e del suo popolo, con particolare riferimento alle encicliche sociali come la Rerum Novarum e Quadragesimo Anno, li concilia con le tradizioni pre-cristiane locali e rispetta qualunque credo religioso che non contrapponga ma accomuni gli uomini nella loro ricerca di una spiritualità.

Tra le varie anime della destra, quella sociale rappresenta la più tollerante nei confronti dell’intervento statale nell’economia, finalizzato alla correzione del liberismo puro, in favore delle classi sociali più disagiate. Nel suo ramo più estremo invece punta all’annullamento del disagio sociale tramite l’appianamento delle differenze economiche tra persone, realizzabile tramite la “socializzazione”. Quest’ultima è quasi in antitesi con la precedente definizione, in quanto portata ad eliminare perfino i classici organi statali per sostituirli con equivalenti organizzazioni corporative basate sull’idea socializzatrice in un’ottica di affidamento sulla base di appalti privati anziché di elezioni o di lottizzazione politica. La visione dello stato fondato sulle corporazioni economiche e sociali, anziché sulla democrazia rappresentativa elettiva, trovano le proprie radici direttamente nelle idee del fascismo originario.

In questa visione politica è molto più semplice vedervi inquadrati Forza Nuova e CasaPound.

Certamente dunque saranno pure tutti di destra ma … quale Destra?

Non dimenticatevelo!

Buon voto

 

Giacomo Novelli