Catalogna, Di Stefano : ”Il secessionismo è l’ultimo stadio del progetto chiamato Unione Europea”

Il vicepresidente di Casapound Italia Simone Di Stefano ha  espresso dubbi sul progetto secessionista della Catalogna, così come su tutti gli indipendentismi che minacciano di smembrare le nazioni europee ed indebolirle.

“Le vicende spagnole meritano una riflessione complessa:

La cosiddetta “indipendenza” delle regioni è l’ultimo stadio di quel progetto chiamato Unione Europea.

Il primo passaggio è la disarticolazione degli stati nazionali:

Se lo Stato non può emettere una moneta sovrana ed è obbligato al pareggio di bilancio, lo Stato non può far altro che finanziarsi in due modi: indebitandosi e/o andando a soffocare i cittadini con una pressione fiscale opprimente. I servizi che lo Stato può offrire peggiorano di conseguenza o diventano insostenibili. Lo Stato non è in grado di proteggere (immigrazione, criminalità), lo Stato non è in grado di aiutare (povertà, disoccupazione). I cittadini, a partire da quelli che vivono più lontano dal centro politico iniziano a sentire il peso di quello che l’Unione Europea ha tramutato in cadavere in putrefazione, ovvero lo Stato centrale.

Il secondo passaggio è lo smembramento degli stati nazionali.

Ovvero quello che stiamo vedendo in Catalogna e che potrebbe accadere in tanti stati nazionali, compresa l’Italia.

Le nazioni si dissolvono, restano le regioni, con un peso decisionale nei confronti della Unione Europea pari a ZERO. L’Unione Europea diventa lo stato nazione che sostituisce quello precedente, e da cui diventa impossibile sganciarsi dal momento che le microeconomie delle micronazioni saranno ostaggio di multinazionali, fondi sovrani, grandi gruppi finanziari cento volte più potenti di una singola micronazione fra l’altro pietosamente disarmata.

Ed ecco che la micronazione che sembrava un rifugio sicuro si tramuta in una cella da cui non si può evadere. Chi era inserito nel circuito finanziario giusto ne trarrà un vantaggio netto, ma parliamo di un centinaio di famiglie. La classe medio/bassa precipiterà verso il basso ancora con più velocità rispetto a quanto visto negli ultimi anni.

Chi in buona fede crede che i popoli, una volta morti gli stati nazionali, sapranno dominare i processi innescati dal grande capitale, dai globalisti e dalla follia turboliberista è un povero fesso. Un fesso pericoloso.

Ed è per questo che l’unica Vittoria possibile che possiamo prefigurare sul globalismo è quella che vede l’Italia tornare sovrana. Sovrana della propria moneta, sovrana del proprio bilancio e della propria economia.

Solo con la sovranità potremo dimezzare la pressione fiscale e al tempo stesso restituire allo Stato il ruolo di organizzatore della giustizia sociale, e della potenza economica nazionale.

Così che ogni imprenditore e ogni lavoratore possa riconoscere nello Stato non più un nemico ma un padre, un fratello, un compagno d’armi.”

La riflessione di Simone Di Stefano è giustissima e descrive al meglio le reali conseguenze dei progetti separatisti europei, condotti nella maggioranza dei casi da forze politiche liberali se non addirittura ”arcobaleno” come in Catalogna. La dimensione antinazionale ed antispagnola che ha assunto questo referendum è un fattore da non sottovalutare, con le componenti internazionaliste e quelle secessioniste del’estrema sinistra catalana che fanno comunione contro il governo di Madrid.

Alessio Melita