di Gabriele Adinolfi

da No Reporter

Era un’altra gioventù, spesso cresciuta nei campi, faccia al sole. Era un’altra gioventù, educata al sacrificio e sui valori eroici. Fu quella gioventù, confluita da tutte le patrie istituzionali e carnali di Europa, a difendere Berlino e a impedire che Ivan se ne impadronisse il 1 maggio. Una battaglia impossibile, in rapporto di uno a mille, senza mezzi e, alla fine, senza comandi, nelle ultime ore di una guerra persa che tecnicamente segnava la fine dell’Europa nella storia e nella biologia.

Fu quella gioventù confluita da ovunque per fondere il proprio sangue versato tra le macerie di Berlino che promise all’Europa di essere un giorno una e grande; fu quella gioventù che fece nello spirito e nel sangue l’Europa e che ci traspose in un’altra dimensione dell’anima e della storia.

Peccato per tutti quelli che non hanno ancora colto – o che hanno smarrito per troppa superficialità – quel rito di fondazione.

Noi che crediamo nella vostra promessa e che non la rinnegheremo mai brindiamo a voi in questo Dies Europae: onore e fedeltà!