Equilibri e squilibri

di Gabriele Adinolfi

da No Reporter

Europa, populismo e cinica realtà

L’Europa è oggi al crocevia di tutti i destini, a iniziare dai propri che, con buona pace degli ignoranti e dei  vagheggianti, sono i nostri.
Non tratto qui degli scontri economico/politici su scala internazionale su cui ho insistito frequentemente , ma mi soffermo al dato della politica viscerale.
Assistiamo in Europa a un fenomeno di per sé positivo: l’avanzata possente del populismo.
Un secondo aspetto positivo si aggiunge al primo: è bastato che annusassero un minimo di possibilità di successo pratico perché i populisti superassero più o meno ovunque il qualunquismo forcaiolo anti-europeo nelle cui reti è rimasta impigliata soltanto la retroguardia postfascista (con codazzo di opinionisti allogeni falliti) , retroguardia dalle cui posizioni in molti intendono ormai smarcarsi.

Andiamo dunque verso momenti decisivi?
Forse, ma va fatta particolare attenzione all’eccessivo interesse israeliano e neocon nei riguardi del populismo, un interesse di doppia natura perché da un lato vuol essere impugnato contro l’emancipazione europea a trazione tedesca e dall’altra per un’acquisizione di maggiori influenze nei classici feudi americani.
Rispondono anche le oligarchie europee, però. Così mentre da un lato nella sostanza – tradendo le affermazioni pubbliche – sia Francia (in Niger) che Germania (progetto potenziamento Frontex) si svelano più allineate alla linea di Salvini di quanto lo siano i paesi di Visegrad, segnando così una prima variante, dall’altro qualcuno spera di attraccare a un grande centro.
In tal senso la pedina Bannon viene sventolata contro l’ologramma di Soros, mentre i populisti sono immaginati come gli avversari frontali delle Ong: tra i due “opposti esteremismi” si punta a  creare un equilibrio.

Tuttavia a quest’equilibrio credono poco anche i kigmakers.
Noto infatti che verso i populisti l’establishment sta operando esattamente come fece quarantacinque anni fa nei confronti dei comunisti e dell’estrema sinistra: l’idea è quella di scalarli e di possederli dall’interno.
Morale della favola: il momento è delicato e pregno di prospettive ma solo chi abbia la Weltanschauung, la mentalità e la metodologia dell’avanguardia rivoluzionaria lo attraverserà indenne e in maniera fruttuosa.