Genova, il paradigma dell’Italia di oggi.

Ma chi Morandi, quello di Corviale e del primo progetto per un ponte sullo stretto di Messina?

Ma Morandi l’ingegnere seguace di le Corbusier?

Entrambi ingegneroni attivi già negli anni 20/30 nello spingere sul mercato il concetto di prefabbricato:

veloce, facile da trasportare e da costruire ma soprattutto economico, venne indicato dai due come il mezzo migliore per soddisfare le richieste del progresso, soddisfare l’edilizia popolare e recuperare in modo moderno i monumenti. Le Corbusier lo propose al governo Vichy e fu ignorato, mentre Morandi lo propose al governo Fascista ma vide rifiutarsi i brevetti.

Chissà perché entrambi diventeranno i principali ingegneri del progetto di ricostruzione post bellico?… Forse perché le principali industrie e brevetti di prefabbricati erano Americane e Francesi? Forse perché la mafia aveva aiutato lo sbarco alleato in cambio di appalti nel cemento e nella ricostruzione? Forse perché ai governi dell’epoca servivano finti intellettuali per firmare ogni spregiudicata grande opera della ricostruzione?

Sulla bravura di Morandi non sono in grado di giudicare, di sicuro un genio, oltretutto questo suo ponte costruito su caseggiati ammassati sul greto di un fiume per dare nuova vita a una zona industriale pesantemente bombardata dagli Inglesi nel 1941, ci ricorda che ci sono molti altri Morandi in Italia che oggi è solo un emblema.

Di sicuro tra le macerie si intravede come sia stata ricostruita l’Italia dal dopoguerra ad oggi e la tipologia umana che è stata usata per portarla avanti: cioè quella dell’omuncolo opportunista, spregiudicato, amorale e arrogante.

Questa tragedia di Genova, a mio parere, è veramente il paradigma dell’Italia di oggi: quella nata dal boom economico, quella prodotta col debito, cioè l’Italia costruita da governi filoamericani sulle macerie dei bombardamenti angloamericani, con fondi americani per comprare prodotti americani, costruiti da mafie reimportate da americani e che infine ha portato alla cessione della nostra sovranità e delle nostre infrastrutture a multinazionali che oggi capitalizzano dall’estero grazie a clausule coperte dal SEGRETO DI STATO….. e pure questo, il Segreto di Stato, è una costante di ogni sciagura in questa Italia “liberata”.

Ora sono curioso di vedere fin dove sarà consentito a questo governo di spingersi, (multare Benetton è un atto giusto e doveroso), ma mi chiedo quante Benetton ci sono in Italia, quanti Morandi, quanti segreti.

De A. Romano