“HIC SVNT LEONES” Cosi scrivevano gli antichi romani, scrivevano nella mappatura dell’africa sub-Sahariana, secondo una tradizione mista a leggenda.
Questa frase che letteralmente significa: “Qui ci sono i leoni”, sta ad indicare un luogo totalmente sconosciuto ed una terra incognita. Scrivo ciò per via di quella specie di documentario che la BBC, passava qualche settimana fa dove diceva che era facile trovare in terre come la Britannia, l’attuale Inghilterra, Centurioni di colore…negri per l’esattezza.
Ora mi dedico a smontare con un breve ragionamento questa diceria progressista della BBC. Va bene che l’antico impero romano si era spinto negli angoli più reconditi del mondo tanto che si è arrivato a parlare di una leggendaria legione fantasma che è arrivata fino in Cina e…nel medioevo si parlava di questo fantomatico regno orientale grazie agli antichi romani. Quei racconti che ispirarono i fratelli Polo e di conseguenza, era ovvio che tra le acquisite provincie romane, era facile trovare uomini di diversa etnia, ma concentriamoci sul nord-Africa. Le etnie del nord-Africa si, erano più di una, ma tra i negridi pochi e niente, bisognava spingersi per iniziare a trovarne qualcuno….sotto la Numidia. Nel Maghreb, vi si trovavano berberi, coloni greci, egiziani(tanto da ipotizzare che i minoici erano egiziani migrati verso l’isola di Creta) e punici.

Tra questi per linea genetica, nessuno è un negride anzi, un nord africano dell’età romana repubblicana ed imperiale, era possibilmente più bianco di un’attuale abitante del mezzogiorno italiano non isolano. Tanto che la frase latina, stava ad indicare che il centr’Africa, quello dei negridi era una terra incognita e sconosciuta ai romani. Abbiamo da dire anche a questi cialtroni che vogliono utilizzare la nostra storia, come propaganda progressista, che la forza dell’impero romano è stata proprio il “DIVIDI ET IMPERA”.
Ovvero il permettere ai popoli invasi di professare i loro culti liberamente, in modo tale che ci fossero meno insurrezioni possibile e che venne al collasso proprio quando fece un miscuglio, un calderone di più culti. Il altre parole l’interculturalità, che distrusse e ridusse i romani e degli esseri vuoti, privi di identità e che li abbandonò alla mercè dei barbari. Soltanto Catone il Censore si oppose, quale difensore dell’identità romana avversando la marea progressista.

La storia gli diede ragione.

Vittorio Emanuele Miranda.