Il Caso Soumalia e le strumentalizzazioni della sinistra

di Massimo Marzano

“E sulla agghiacciante vicenda della barbara uccisione del sindacalista della USB Sacko Soumalia, originario del Mali, da anni in prima linea nella lotta contro il barbaro sfruttamento del caporalato n’dranghetista ai danni dei braccianti immigrati operanti nella piana di Gioia Tauro, si consuma la più vile ed infame strumentalizzazione politica/ideologica da parte della solita sinistra boldriniana pietista, fautrice inconsapevole (ma anche NO) dello schiavismo “umanitario” da offrire agli immigrati che vengono nel nostro paese in cerca di migliori condizioni di vita.

In che modo si consuma il più vile sciacallaggio politico da parte della sinistra da salotto (che nemmeno conosce il dramma infinito delle condizioni disumane in cui vivono gli immigrati nelle campagne del Meridione d’Italia) perpetrato sul corpo crivellato di pallottole del povero Sacko Soumalia?

Nel modo più semplice ma anche vile, subdolo e criminale, ossia facendo credere all’opinione pubblica lobotomizzata che ad ammazzare crudelmente Sacko non sono stati i caporali delle n’drine ma viceversa “il vento razzista fomentato da Salvini anche al Sud”.

Una analisi dei fatti sanguinosi di Gioia Tauro semplicemente IGNOBILE, basata sul voluto equivoco strumentale delle parole espresse da Salvini sul tema della immigrazione clandestina (parola chiave “è finita la pacchia!”) e che consapevolmente, viscidamente, omette di descrivere la reale motivazione per cui è stato assassinato Sacko Soumalia, ossia l’aver sfidato a testa alta, senza paura, il terrore sfruttatorio imposto dalle cosche n’dranghetiste sui braccianti immigrati della piana di Gioia Tauro.

Ed è proprio la oscena distorsione ideologica e materiale della tragica vicenda occorsa al povero Sacko, messa in campo per giustificare un “antifasssisssmo di pancia”, e per spacciare un vile omicidio mafioso per un “omicidio a sfondo razziale”, che qualifica de facto i sinistri da salotto (o da apericena centrosocialaro) come COMPLICI del caporalato e nemici strumentali della lotta eroica dei bracciali immigrati contro il sanguinoso caporalato n’dranghetista.”