Il corteo di facciata

Ci siamo illusi.

Ci siamo illusi anche stavolta.

Speravamo di aver a che fare con avversari seri.

Avversari, certo, ma maturi, intelligenti, degni di essere chiamati validi avversari.

E invece no.

Siete e sarete sempre dei poveri comunisti (cit)

 

Inutile tornare sui fatti di Macerata; i visi della povera Pamela e di Luca Traini sono stati davanti ai nostri occhi- e davanti alle nostre coscienze per giorni e giorni.

Avevamo bisogno di silenzio. Di rispetto.

Di praticità, di Giustizia.

Di Ordine.

Non è stato così e non sarà così.

Intorno alla morte di Pamela aleggia ancora il mistero mentre il nigeriano, accusato principale della sua terribile morte, sta per rivedere la libertà (per quanto?)

A quanto pare poca, pochissima giustizia.

Ordine? Manco a parlarne.

Non è mai stato il loro forte, l’Ordine. Né tantomeno il Rispetto.

I rossi stavolta sono riusciti nell’immane sforzo di rovinare il cordoglio di due situazioni differenti. Una la conosciamo troppo bene, la morte di Pamela grida ancora vendetta.

L’altra, è il 10 febbraio.

Il giorno del ricordo dei massacri delle foibe.

L’espressione massacri delle foibe indica gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia,avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, ad opera dei Comitati Popolari di Liberazione Jugoslavi. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, “foibe”.

Per estensione i termini “foibe” e il neologismo “infoibare” sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi.

Il fenomeno dei massacri delle foibe è da inquadrare storicamente nell’ambito della secolare disputa fra italiani e popoli slavi per il possesso delle terre dell’Adriatico orientale, nelle lotte intestine fra i diversi popoli che vivevano in quell’area e nelle grandi ondate epurative jugoslave del dopoguerra, che colpirono centinaia di migliaia di persone in un paese nel quale, con il crollo della dittatura fascista, andava imponendosi quella di stampo filosovietico, con mire sui territori di diversi paesi confinanti.

 

Ovviamente, ogni qual volta che si parla di foibe, il cervello monocellulare comunistoide elabora questo facile e banale collegamento. Foibe = Istria Fiume e Dalmazia = seconda guerra mondiale = Fascismo.

Anzi no scusate, troppo complicato per loro.

Ecco forse semplicemente …

Foibe = Fascismo.

 

E allora, vi chiedo: a vostro parere quale giorno hanno scelto i nostalgici stalinisti per sfilare a Macerata contro il razzismo e il (non ridete) temuto e prossimo ritorno del fascismo?

Ma ovviamente, il 10 Febbraio.

Classica manifestazione dei compagni.

Ovviamente, nessun ricordo di Pamela, tanta confusione, tanta droga, tanta sporcizia (è un loro vecchio problema purtroppo)

La manifestazione partigiana organizzata di facciata per difendere i “compagni immigrati”.

Ma in realtà ennesima occasione per fumare erba, far perdere la giornata lavorativa a qualche negozio – ma una volta non erano loro quelli della difesa del lavoratore? Se li vedesse Berlinguer … – e per oscurare il ricordo delle Foibe con slogan vomitevoli.

Non ci credete? Date un’occhiata qui!

 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sinistra-infoiba-ricordo-cori-choc-corteo-macerata-1493069.html

 

In pochi, a dire il vero, hanno dato credito a questo corteo di facciata.

Ma fa rabbia, tanta.

Rabbia per le nostre istituzioni accondiscendenti di questo schifo.

Rabbia per Pamela.

Rabbia per i nostri martiri delle Foibe.

 

Giacomo Novelli