Il Prodigio di Austerliz ed il Genio militare di Napoleone Bonaparte

Il 2 Dicembre 1805 – 2 Dicembre 2018 ricorre oggi l’anniversario della Battaglia di Austerliz, la Battaglia dei tre imperatori. A scontrarsi sul campo di battaglia i più grandi giganti dell’epoca: da un lato le forze dell’impero francese guidate dell’imperatore Napoleone Bonaparte, dall’altro le forze austriache e russe della terza coalizione dello Zar Alessandro I e dell’imperatore austriaco Francesco II d’Asburgo Lorena. Dopo mesi di campagne contro le Armate del Sacro Romano Impero Germanico, Napoleone stava cercando lo scontro decisivo contro le Armate della casata d’Asburgo. Gli austriaci dal canto loro cercarono di evitare combattimenti dopo le disfatte subite nella campagna di Ulma ( al termine della quale oltre 60 mila austriaci si arresero alle truppe napoleoniche), preferendo attendere i rinforzi russi. Le forze in campo erano imponenti, l’armata francese contava 60 mila uomini mentre le forze della coalizione annoverano oltre 100 mila soldati. L’esercito francese annoverava tra i propri ranghi reparti di volontari provenienti da tutta europa: volontari tedeschi bavaresi e patrioti italiani si erano uniti ai ranghi delle truppe francesi. L’esercito francese vantava un organizzazione efficiente, con corpi d’armata autonomi muniti di reparti di supporto logistico e le cui armi erano in grado di cooperare a vicenda sincronizzando l’azione di cavalleria, fanteria ed artiglieria. I reparti erano in grado di operare in modo autonomo, ben riforniti e coordinati tra di loro. L’armata francese era l’armee d’angleterre, un esercito allestito da Napoleone appositamente per l’invasione dell’Inghilterra e richiamato in Germania al momento dello scoppio della guerra della terza coalizione. Gli ufficiali francesi erano promossi per l’esperienza ed i meriti acquisiti in battaglia mentre la truppa era composta da soldati esperti e professionisti della guerra. Dal campo opposto l’organizzazione e la logistica dei reparti austro-russi era pessima. I reparti Austro-Russi seguivano le organizzazioni militari dell’ancien règime, ormai obsolete, con ufficiali reclutati non per le loro capacità militari quanto per la loro appartenenza sociale alla nobiltà ed all’aristocrazia. Non esistevano eserciti permanenti, ma reggimenti reclutati esclusivamente in tempo di guerra. Per quanto la fanteria russa fosse rinomata per essere una delle più agguerrite d’Europa, le linee di rifornimento erano mal organizzate e la logistica soffriva gravi carenze. Il sostentamento delle truppe russe dipendeva soprattutto dagli alleati austriaci; la scarsa nutrizione dei soldati russi ne riduceva l’efficienza e la prontezza in battaglia. La cavalleria austriaca era invece la migliore d’Europa, ma fu divisa in piccole unità assegnate in supporto ai vari reparti di fanteria, riducendone inevitabilmente l’efficacia. L’esercito soffriva di gravi carenze organizzative. Ma le riforme militari volute dall’arciduca Carlo d’Asburgo, il miglior comandante delle truppe austriache, non furono applicate poiché l’imperatore Francesco II e la sua corte non vedevano di buon occhio la sua figura essendo lui contrario alla guerra contro la Francia. Napoleone necessitava di una vittoria decisiva e, per attirare gli avversari sul terreno di battaglia da lui scelto nei pressi di Austerlitz, finse di trovarsi in difficoltà facendo ripiegare le sue avanguardie e indebolendo deliberatamente il suo fianco destro. I generali austro-russi concentrarono la maggior parte delle forze contro la destra francese, sguarnendo pericolosamente il centro del loro fronte, che subì il violento attacco di sorpresa del IV Corpo del Maresciallo Nicolas Soult. Il maresciallo era uno dei migliori condottieri delle truppe napoleoniche: di origini borghesi, veterano delle guerre rivoluzionarie, fece carriera partendo dal rango di soldato semplice per poi diventare generale. Per le sue capacità di comando e controllo fu definito “miglior manovriero d’Europa” da Napoleone. Dopo il crollo del centro nemico, i francesi poterono sbaragliare entrambi i fianchi dello schieramento nemico e costrinsero gli alleati ad una fuga disordinata. La battaglia durò 4 ore, l’esercito francese riportò 1 305 morti e 6 940 feriti, le forze austro-russe ebbero oltre 27 000 mila tra morti e feriti, tra questi si contavano 8 generali. 12 000 mila soldati della coalizione austro-russa furono catturati dalle truppe napoleoniche. Oltre il 40% della forza combattente della coalizione fu distrutta. Ingenti quantità di armi e munizioni caddero nelle mani dei francesi: oltre 180 cannoni d’artiglieria, 50 stendardi e 150 casse porta munizioni. La battaglia di Austerliz fu il più grande prodigio bellico di Napoleone Bonaparte, uno dei più grandi esempi di strategia militare, uno dei più incredibili capolavori militari della storia, degno di Cesare ad Alesia, Annibale a Canne o Scipione a Zama. Napoleone dimostrò un impressionante padronanza delle manovre militari scrivendo uno dei più memorabili capitoli della storia militare.

Alessio Melita