INCORENZA (O COERENZA?) SOCIALCOMUNISTA: LA SIRIA DEL 2017 COME L’ITALIA DELLA GUERRA CIVILE

Leggiamo spesso, sui media attuali, di come Assad sia un pericoloso dittatore che opprime la Siria torturando gli oppositori e reprimendo il dissenso.
Leggiamo, altrettanto spesso, su svariati “memorandum” di giornalisti pennivendoli di come la Resistenza italiana fosse un baluardo contro la barbarie del fascismo.

Durante la guerra civile italiana vedevamo le forze “democratiche” del GAP e del CLN in coalizione con l’esercito del Regno del Sud e con gli angloamericani (quindi alleati dell’invasore capitalista), contro i repubblichini e i soccorritori tedeschi, ma già nel periodo immediatamente successivo all’invasione della Sicilia operavano nel nord Italia gruppi partigiani di ispirazione comunista e/o socialdemocratica finanziati, riforniti e addestrati dagli angloamericani.
Fin qui è Storia, a seconda di cosa si pensi dei comunisti li si può tacciare di incoerenza o di assoluta coerenza nell’affidarsi al capitalismo e al potere finanziario che dicono di combattere.

In Siria sta però accadendo qualcosa di analogo.
All’inizio della guerra civile avevamo, e per fortuna abbiamo tuttora, un legittimo governo che garantisce l’ordine e la sicurezza dei suoi cittadini, mantenendo la sovranità nazionale e difendendo i propri interessi, sfidando le forze israelo-americane.

Quattro attori figuravano nello scenario della guerra civile siriana: l’ISIS, oramai sconfitto, l’esercito governativo (SAA – Syrian Arab Army), e i “ribelli moderati”, un raggruppamento di varie fazioni più o meno eterogeneo, di cui alcune alleate saltuariamente con ISIS in quanto islamiste, se pur non ugualmente estremiste e sanguinarie.

Ora, il quarto attore è costituito dalle brigate di resistenza curda, composte sia da battaglioni curdi, sia da internazionalisti. Se i “ribelli moderati” sono idoli ed eroi della sinistra liberale europea, i curdi sono gli eroi dei militanti della sinistra radicale, intesa come gruppi comunisti e soprattutto centri sociali antifascisti e relative realtà occupate.
Il loro ideale di confederalismo democratico si sposa benissimo con le loro idee di socialismo e uguaglianza (che, è bene ricordarlo, non è sinonimo di giustizia), peccato che, ovviamente, gli eroici partigiani da tastiera nostrani non tengono conto, o volutamente ignorano come i loro predecessori, il fatto che tali formazioni democratiche e comuniste siano alleate da decenni con gli USA, senza contare il fatto che la neonata SDF (Syrian Democratic Forces) che raggruppa curdi e “ribelli moderatamente islamisti” sia armata, addestrata e supportata attivamente sul campo da forze americane, aviazione in primis. Chi è, dunque, l’eroe che combatte lo strapotere americano capitalista e chi invece ne è strumento lobotomizzato da false ideologie?

Le analogie fra l’attuale situazione siriana e quella dell’Italia del ’44-’45 sono evidenti; resta solo la soddisfazione che, almeno questa volta, giustizia è stata fatta e il traditore è stato respinto, ma la situazione siriana dimostra, ancora una volta, come le ideologie che fanno riferimento a valori socialinternazionalisti e comunisti siano il braccio armato del capitalismo internazionale globalista.

Amedeo Capuana