Intermarium, un’alternativa per l’Europa dell’est

A differenza di molte dottrine geopolitiche contemporanee, l’Intermarium, ovvero unione dei paesi tra l’Adriatico, il Mar Baltico e il Mar Nero, ha un vero e proprio sfondo storico.
In un periodo o in un altro, i paesi della regione includevano estremamente forti del passato come la Rus’ di Kiev, il Granducato di Lituania, la confederazione Polacco-Lituana e l’Impero Austro-Ungarico.
Tuttavia, oggi l’unione di questi paesi si basa non sul passato, ma sul futuro che non può mai realizzarsi se i nostri sforzi sono sparsi.
La guerra sommersa della Federazione Russa all’Ucraina e la passività dell’Occidente durante l’annessione della Crimea da parte dei russi hanno fatto dell’intera regione il compito di resistere alle ambizioni neo-sovietiche del Cremlino.
D’altra parte, la catastrofe dell’immigrazione e gli attacchi terroristici in Europa dimostrano che esattamente l’Europa centrale e orientale è chiamata a creare un nuovo sistema di sicurezza continentale.

La Brexit e il notevole cambiamento del corso politico degli Stati Uniti hanno aperto una nuova era nella storia delle trasformazioni geopolitiche, nella mappa dell’Europa e del mondo.
Le tendenze autonomiste dei quattro Visegrad, l’intento del rinnovamento di Intermarium dichiarato dal presidente della Polonia Andrzej Duda e dal presidente croato Kolinda Grabar-Kitarovi, così come la loro comune “Iniziativa dei tre mari”, al momento, comprendono i primi passi del processo di integrazione in corso che potrebbero determinare una confederazione sovrana del mar Adriatico, Baltico e Nero.
Tale risultato è stato perseguito anche dalla conferenza inaugurale del Gruppo di Assistenza allo Sviluppo Intermarium, che si è svolta il 2 luglio 2016 a Kiev e ha posto le basi per simili iniziative politiche per l’intero regione.