La libertà è il sangue del nazionalismo

Il rapporto con la Libertà è uno dei primi grandi interrogativi a cui ci sottopone la società moderna. Sebbene affrontato nel corso della storia dell’uomo da diversi filosofi e pensatori, è diventato centrale durante l’illuminismo. C’è infatti una domanda a cui si è sottoposti fin da piccoli, a cui è difficile sfuggire: “cos’è la libertà?”. Non è una domanda semplice a cui rispondere, può essere interpretata in vari modi e può risentire dell’influenza degli ordinamenti legislativi vigenti, della cultura, della società, delle abitudini e delle condizioni dell’individuo. Può essere reinterpretato a seconda delle esigenze dalle diverse ideologie. Capita spesso di dare risposte diverse nel corso del tempo, cambiare opinione e visione del mondo quando ci si rapporta con un tema così delicato. La libertà è un tema che viviamo tutti I giorni nei nostri spazi quotidiani. Ma il termine non riguarda soltanto I singoli individui ed il loro rapporto con il mondo esterno (sia esso rappresentato da un’istituzione statale o da altri individui).

Il termine “Libertà” ha assunto peso quando ha riguardato le comunità nazionali, ovvero quando gruppi di uomini con identità definite sono stati mossi da un ideale comune. Perchè erano in gioco le loro vite ed il futuro dei loro figli. La Libertà quindi si è ritrovata spesso ad essere strettamente legata alle identità nazionali ed al diritto dei popoli e delle comunità di affermarsi, definirsi e durare nel tempo. Libertas Fu così per I patrioti americani che lottarono contro l’oppressione della corona Britannica ed affermare il proprio diritto all’autodeterminazione contro un oppressore straniero, concetto centrale nella dichiarazione d’indipendenza del 1776. Fu così per I rivoluzionari francesi che provarono a mettere il diritto della nazione e del popolo francese davanti all’odioso legittimismo assolutista monarchico ed anti nazionale dell’ancièn regime. Fu così per I patrioti greci che lottarono contro l’impero ottomano per liberarsi dalla secolare oppressione del sultano islamico. Fu così per I patrioti italiani che durante le lunghe guerre risorgimentali riuscirono a cacciare l’occupante austro ungarico dall’italia ed abbattere gli stati fantoccio imposti con la forza dal Congresso di Vienna nella penisola. La libertà di un popolo di definirsi nel corso della storia e di rivendicare i propri spazi deriva dalla forza con cui esso può dare consistenza alle proprie Rivendicazioni, a questo serve avere una forte coscienza nazionale, un forte esercito ed uno stato organizzato. È da questa pretesa che si sono sviluppati nel corso dell’800 i nazionalismi in Europa, in contrapposizione soprattutto alle vecchie monarchie assolutiste ed anti nazionali come l’austria Ungheria, impero multietnico che reprimeva le aspirazioni di libertà ed autodeterminazione dei popoli che vivevano al suo interno accentrando tutto il potere nelle mani di un imperatore. La lotta degli stati nazionali si è forgiata a livello ideologico nella lotta contro le vecchie potenze reazionarie e, nel corso del ‘900, contro lo strapotere culturale del marxismo e la sua ideologia internazionalista ed anti nazionalista.

La tutela delle libertà di una comunità nazionale deriva dall’impegno di tutti i suoi appartenenti, uniti nella comunione d’intenti atta a servire un ideale più grande nel nome della storia e della cultura che li accomuna. Il diritto alla nazione e la libertà di un popolo sono quindi strettamente correlati ai doveri a cui devono assolvere gli appartenenti alla comunità nazionale. Questo era il pensiero del grande patriota italiano Giuseppe Mazzini, uno dei padri della patria, che nel suo “I doveri dell’uomo” diceva:

“La libertà non è che un mezzo; guai a voi e al vostro avvenire se v’avvezzaste mai a guardarla siccome fine! Il vostro individuo ha doveri e diritti propri che non possono essere abbandonati ad alcuno; ma guai a voi ed al vostro avvenire se il rispetto che dovete avere per ciò che costituisce la vostra vita individuale potesse mai degenerare in un fatale egoismo! La vostra libertà non è la negazione d’ogni autorità; è la negazione d’ogni autorità che non rappresenti lo scopo collettivo della Nazione, e che presuma impiantarsi e mantenersi sovr’altra base che su quella del libero spontaneo vostro consenso.”

Alessio Melita