LA LOTTA ANTIFASCISTA DI PUTIN

La lotta antifascista di Putin è un argomento che molti seguaci delle destre europee si rifiutano di approfondire, troppo prese come sono ad inseguire l’idolo estero di turno. Il presidente della federazione russa è un individuo che ha promosso negli anni una legislatura spaventosamente repressiva, al punto da far sembrare Fiano un principiante.

Mosca protesta per le manifestazioni di veterani delle Waffen SS in est Europa. In Estonia Putin ha mobilitato l’ONG “World Without Nazism“, guidata dal ciccione ebreo pedofilo Boris Spiegel. Come tante altre organizzazioni filorusse guidate da Putin, questo gruppo si occupa di revisionismo filosovietico, “lotta al razzismo ed a gruppi neofascisti “. Putin in persona si è molto impegnato nel far in modo che la russia diventi nazione multiculturale e multuetnica. La legge 282 prevede misure draconiane contro i “reati di estremismo”, dove la parola stessa estremismo ha valenza molto vaga dal momento che prevede persecuzione penale peri motivi più svariati. La persecuzione dei membri della destra russa ha portato  molti attivisti politici identitari che si oppongono alla follia euroasiatica ad essere imprigionati con pene detentive dai 7 ai 10 anni. Lo stesso putin si è mobilitato per fare in modo che sui giornali o in TV non venga menzionata la cittadinanza dei criminali e vere e proprie rivolte etniche spesso scoppiano nelle città russe. La “lista ministeriale del materiale estremista” fuga poi ogni dubbio sul mito della differenza tra antifascismo russo ed antifascismo italiano, tanto caro a rossobruni e camerati filorussi. Tra le pubblicazioni vietate (quasi tutte della destra russa) possono essere trovati scritti di mussolini, hitler o seguaci della terza via economica. La russia di putin è uno dei primi 5 paesi al mondo per accoglienza di immigrati e presenta tassi di criminalità e consumo di droghe tra i più elevati. Il mito del “patriottismo russo” è appunto un mito, dal momento che manca la componente etnica e sociale, si ha solo un insieme confuso di valori ideocratici che radunano un immondezaio di popoli e culture. Il carattere antinazionalista ed antifascista della russia di putin è possibile ritrivarlo tranquillamente nelle costituzioni delle repubbliche di donetsk e lugansk. In conclusione, fino a quando sono rossobruni o reietti della sinistra antimperialista a stimare putin può andare bene (l’antimperialismo di chi invade ucraina e georgia vedendo fantomatici complotti atlantisti ovunque è credibile tanto quanto un comunista che sostiene putin, un liberale fatto salire al potere col consenso degli americani). Ma quando poi compaiono dei sedicenti “camerati” che fanno le lodi a chi uccide e perseguita altri camerati, a chi basa la propria esistenza del proprio paese sul mito della “vittoria sui nazisti”, allora ci ritroviamo con gente che infanga la memoria di 5 milioni di caduti delle forze dell’asse. Analogalmente all’america la Russia di putin è una Potenza imperialista, antifascista ed antinazionalista. Per chi volesse informarsi, ecco un link da cui trarre molte informazioni e documentazione: https://web.archive.org/web/20170514180750/https://www.stormfront.org/forum/t941887/

Alessio Melita