LA ROTTURA DELL’ASSEDIO DI A DEIR EL-ZOR

Deir el-Zor è una città nella Siria orientale fondata dai turchi il 1860 sulle rive sull’Eufrate, era un grande e strategico centro prima della guerra, come voluto dagli ottomani, a metà di un’area petrolifera e di diverse vie commerciali con circa 215.000 residenti.
La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, ma è molto presente una grande comunità armena e vi convivevano insieme diverse religioni: i sunniti, gli sciiti e cristiani, ma anche più etnie come assiri, siriaci, armeni, beduini, arabi e curdi.
Conosciuta sopratutto per la “Chiesa Memoriale del Genocidio Armeno”, meta di migliaia di pellegrini che ricordava il genocidio turco degli armeni, sulle rive dell’Eufrate qui fu infatti compiuta un importante strage trai sopravvissuti al genocidio avvenuto in Turchia.
Vi era anche un antichissimo ponte ed un Museo ove erano custoditi migliaia di reperti archeologici oltre a ben due Università e un Politecnico, tutto distrutto.
Qua la situazione non è diversa da Gaza o dal terzo mondo infatti gli oltre 90.000 sopravvissuti che ancora sono lì vivono intrappolati senza acqua, cibo, medicine, luce, riscaldamento ecc… e sopravvivono grazie agli aiuti che il governo riesce a recapitargli per via aerea.

Questa situazione va avanti dal 14/08/’14, data dell’inizio dell’assedio, e da allora il disastro umanitario si fa sempre più duro:
Rappresaglie, migliaia di esecuzioni, tralle quali anche i roghi e le crocifissioni, fame, sporcizia ecc…
Ma oggi tutto sta finendo, quei 4 mila soldati professionali e tutti i civili che stanno imbracciando volontariamente le armi, anche in questo momento, si stanno vedendo arrivare I loro compagni del SAA, i loro tanto attesi compatrioti che dopo 3 lunghissimi anni rompono l’assedio, quei soldati che hanno condotto un operazione lampo conquistando quasi tutta la Siria centrale in pochissime settimane per salvarli.
Oggi la gloria di Issam Zahreddine, comandante paracadutista della 104^ Airborne Brigade della Guardia Repubblicana, è più splendente che mai, da solo con pochissimi uomini ha resistito ad uno degli assedi più duri del nuovo millennio e nel giro di pochissimi giorni la sua città sarà finalmente libera.
Finirà nel meglio nonostante le grandissime offensive ISIS, nonostante la sofferenza terribile di questi tre anni e nonostante tutto e tutti…
Ieri, 3 settembre, infatti l’Esercito Arabo di Siria (SAA, Syrian Arab Army) ha raggiunto un importante base, la base della 137^ brigata, in un punto strategico a pochissimi chilometri dalla sacca di resistenza e si appresta a sfondare l’assedio e a mietere le vite dei terroristi che da anni torturano la popolazione.
Questa operazione lampo ha strappato la Siria centrale dal controllo dell’ISIL portandolo sotto controllo governativo e con questa tutto il petrolio che l’ISIL vedeva per autofinanziarsi, questo vuol dire che oltre ad essere quasi finito l’assedio a Deir el-Zor presto potrebbe finire pure l’ISIS in Siria e anche la guerra civile siriana con un po’ di fortuna.
Ebbene il presidente legittimo voluto dal popolo, Bašar Hafīż al-Assad, sta vincendo e con lui la Siria, da sempre faro di laicità, tolleranza e giustizia in una regione islamista, radicalista e ingiusta.

Giacomo F. Morini