La sfida dell’Ucraina a Putin: i missili anticarro degli Usa

da Occhi della guerra

I missili anticarro Javelin che l’amministrazione Trump aveva deciso di concedere alle forze armate ucraine “come arma difensiva” sono stati consegnatie testati con successo in un campo di addestramento nel Nord dell’Ucraina questo martedì. Immediata la reazione di Mosca che ha avvertito Washington : “Così il conflitto ucraino rischia di allargasi per colpa degli Usa”.

Il timore che i missili anticarro Javelin forniti dagli Stati Uniti alla truppe di Kiev finiscano sul fronte del Donbass, e vengano  impiegati contro i separatisti – che si ritiene siano sostenuti dal Cremlino – ha a lungo trattenuto l’amministrazione Obama dal dare l’ok per il timore di provocare reazioni a Mosca. Ma il nuovo inquilino della Casa Bianca – nonostante le tensioni internazionali – non ha voluto mantenere la medesima linea, accordando la fornitura di questo armamento difensivo da impiegare nel caso i ribelli filo-russi lanciassero un attacco su vasta scala. Ora il rischio che il conflitto ucraino si riaccenda, facendo impennare quel bilancio già tragico che conta oltre 10mila morti in quattro anni di combattimenti, è di nuovo uno spettro che si aggira nel Donbass.

 

Gli americani hanno sempre assicurato che i Javelin devono essere considerati essenzialmente armi difensive: “ultima ratio” di cui gli ucraini potrebbero servirsi per respingere un’eventuale offensiva dei separatisti. Ma il Cremlino non è della stessa idea. I vertici militari russi ritengono infatti che un armamento sofisticato come il Javelin potrebbe rivelarsi, invece di un deterrente, un oggetto pericoloso che rischia di “far deragliare il processo di pace”, secondo le parole spesa dal vice ministro degli Esteri russo Grigory Karasin. Già lo scorso dicembre invece, quando l’amministrazione Trump aveva dichiarato di voler “finalmente” acconsentire alle richiesti di Kiev riguardo la fornitura di armi anticarro, il senatore russo Frants Klintsevich dichiarò apertamente che gli Usa stavano: “Spingendo Kiev in una grande guerra“.

La reazione dell’Ucraina

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha accolto con entusiasmo i missili americani, affermando: ” Finalmente questo giorno è arrivato. Sono grato agli Stati Uniti per la ferma decisione di armare l’ Ucraina”. Il pensiero è stato condiviso apertamente su Twitter. Contestualmente, sui canali istituzionali ucraini venivano divulgati i video delle esercitazione che ritraevano una coppia di soldati delle forze armate ucraine impugnare un lanciatore Javelin, e polverizzare una serie di bersagli “corazzati” posti a oltre un chilometro di distanza dalla posizione di tiro. Secondo quanto dichiarato dalle autorità ucraine i “Javelin” non saranno schierati immediatamente sul fronte. Kurt Volker, inviato Usa per l’Ucraina, ha dichiarato che i razzi devono essere tenuti fuori dalle zone di combattimento. Quindi, in teoria, dovrebbero essere schierati nelle retrovie per essere usati come ultima risorsa in caso di offensiva nemica. Ma il gesto, sebbene non prettamente strategico, è sicuramente da considerare un gesto politico. Come accennato precedentemente, la fornitura di armamenti letali “difensivi” come il Javelin sottolinea di fatto il cambio di passo degli Usa nell’apporto alla questione Ucraina. Il segretario della Difesa James Mattis aveva già sottolineato il desiderio dell’amministrazione di “rafforzare i legami con l’Ucraina” in una conferenza avvenuta a Kiev lo scorso anno. In quell’occasione Mattis dichiarò che gli Stati Uniti avevano approvato una finitura di 175 milioni di dollari di attrezzature per aiutare a difendere il Paese, “portando l’impegno Usa a un totale di quasi 750 milioni di dollari negli ultimi anni”.

Il missile Javelin

Gli FGM-148 ‘Javelin’ – considerati “anti-tank killer “– sono missili fire and forget capaci di penetrare la corazzatura di un tank o di un mezzo blindato posizionato a oltre 2 chilometri di distanza dal lanciatore. Il lanciatore portatile è armato con un missile spinto da combustibile solido armato con una carica HEAT (high-explosive anti tank) che può colpire il bersaglio direttamente o in “picchiata”.