La Socializzazione: il funzionamento (Parte 2)

Abbiamo visto nella parte precendente alcuni cenni storici riguardanti la socializzazione, dalla proclamazione della “Carta del Carnaro” (1919) sino alla proclamazione della carta di Verona (1944). Oggi parlemo del funzionamento di questo sistema, spiegandolo nel modo più semplice possibile, facendo esempi pratici senza usare parole accademiche.

Per comprendere meglio il funzionamento della Socializzazione delle aziende, inizierò col spiegare Il Sistema Dualistico e il Plusvalore citato da Karl Marx nei suoi scritti.

Il sistema dualistico è un sistema di amministrazione e controllo delle società perazioni e delle altre società la cui disciplina è modellata su quella delle società per azioni, caratterizzato dalla presenza di due distinti organi collegiali: il consiglio di sorveglianza, eletto dall’assemblea dei soci, e il consiglio di gestione, eletto dal consiglio di sorveglianza. In questo tipo di sistema si verifica il fenomeno del Plusvalore che consiste in poche parole, nel guadagno (o Utile) al di sopra della soglia ottenuto con lo sfruttamento della forza lavoro, che finisce in gran parte nelle tasche dell’imprenditore.

A differenza del sistema dualistico, le norme della socializzazione:

  • permettono ai lavoratori di prendere parte alla gestione e ai guadagni (Utili) dell’ azienda.
  • La partecipazione agli utili fa si che i lavoratori diventino soci di diritto ma senza avere effetti economici sull’impresa trasformando il Plusvalore s.c. in stipedi dei lavoratori.
  • l’impreditore destina la minima parte dei suoi guadagni (Utili) al proprio consumo famigliare (privato), mentre la gran parte sono destinati a migliorie, manutenzione, ammodernamento dell’azienda, investimenti azionari e tutto ciò che riguarda la crescita aziendale.
  • L’imprenditore non è il proprietario o il titolare dell’impresa, ma ben si il capo, da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. Quindi il capo è un termine che non stabilisce un diritto, ma una funzione, anche la più elevata gerarchicamente. Come quella del capitano di una nave o del comandante di un esercito.
  • L’imprenditore deve diventare affine allo svolgimento dell’esercizio dell’impresa, rispondendo verso lo Stato dell’indirizzo della produzione e degli scambi, in conformità della legge. Venendo a mancare dei s.d. doveri, l’imprenditore andrà incontro a delle sanzioni a suo carico, che nei casi più gravi porteranno al commissariamento dell’impresa.

Schema della struttura degli organi della socializzazione.

 Decreto sulla socializzazione dell’imprese: https://it.wikisource.org/wiki/D.Lgs._12_febbraio_1944,_n._375_-_Socializzazione_delle_imprese

Alessio