La strana alleanza tra Macron e Putin contro Trump

da Ansa

Il presidente francese Emmanuel Macron si presenta a San Pietroburgo con un ramoscello d’ulivo – forse anche un ramo – e di fatto riscrive le regole del gioco fra Russia ed Europa al tempo delle sanzioni. Le parole chiave sono “cooperazione” e “sovranità” – a vari livelli – perché la Russia è “inseparabile” dall’Europa. E’ un cambio di passo che Vladimir Putin naturalmente gradisce e accompagna.

“L’ordine multilaterale – avverte – sta venendo distrutto”. Un vecchio cavallo di battaglia dello zar che però, questa volta, non pare più parlare da solo al vento. Insomma, alla plenaria del Forum Economico di San Pietroburgo – dove erano presenti anche il premier giapponese Shinzo Abe, il vice presidente cinese Wang Qishan e la direttrice dell’Fmi Christine Lagarde – si è assistito a un’inedita intesa russo-francese anti-Trump. Certo, Macron ha ribadito che Usa ed Unione Europea sono alleati ma sui punti più spinosi, dal mantenimento dell’accordo sul nucleare iraniano (oggi a Vienna si è tenuto il primo incontro della commissione congiunta senza gli Usa) alla dannosità delle sanzioni extraterritoriali (e unilaterali) imposte dagli Usa, il presidente francese e il suo omologo russo concordano. Neppure l’esito dell’inchiesta internazionale sull’abbattimento del volo MH17 ha scalfito l’idillio.

Tra un “caro Vladimir” e l’altro, Macron si è limitato dire, a domanda diretta, che bisogna “mantenere il dialogo” e che la Russia ora deve essere messa in grado di capire “perché e come” la commissione d’indagine è giunta alle sue conclusioni. Ovvero che è stato un missile Buk fornito dai russi il responsabile della morte di quasi 300 persone. La Francia, d’altra parte, ha firmato oltre 50 fra accordi commerciali e trattati in questa due giorni russa, alcuni davvero strategici, come la partecipazione della Total – con una quota del 10% – al prossimo impianto di estrazione e liquefazione del gas artico della Novatek. Una mossa simile a quella della cancelliera tedesca Angela Merkel, che la settimana scorsa, a Sochi, di fatto ha blindato la costruzione del gasdotto Nord Stream 2. “L’Ue – ha detto oggi chiaro e tondo Putin – se vuole restare competitiva deve acquistare il gas russo, che costa il 30% in meno di quello liquefatto Usa”.

In sintesi, in un mondo governato sempre più dalle azioni unilaterali degli Usa, che prima firmano e poi stracciano trattati internazionali, dal clima all’Iran, dove stanno davvero gli interessi dell’Europa? Ecco, Macron un’idea ce l’ha. Al netto delle tinte neogolliste, senz’altro viste con favore dai francesi, il continuo riferimento al concetto di “sovranità” di Parigi e Bruxelles, anche dal punto di vista “finanziario”, è un chiaro segnale per Washington. Come, peraltro, la netta presa di posizione “sull’errore” commesso dalla Nato nel perseguire la sua politica di espansione ad est, infrangendo dunque le promesse fatte alla Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica e creando “diffidenza” fra i due blocchi. “La fiducia – ha ricordato però Macron – si costruisce passo dopo passo”. Quindi anche la Russia deve fare la sua parte. Se Mosca intende davvero prendere parte alla “nuova architettura nei rapporti con l’Europa” che Macron ha offerto a Putin, ora è il momento di agire. I dossier sono in parte gli stessi – Siria ma sopratutto Ucraina, dove l’attuazione degli accordi di Minsk è ferma – e in parte nuovi, come la “cybersicurezza”. Adesso, come sempre, si vedrà se dalle dichiarazioni seguiranno fatti. E che aspetto assumeranno.