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LA VERA ED INGLORIOSA STORIA DELL’EROINA RUSSA DELLA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA

La più famosa partigiana della storia, Zoja Kosmodemjanskaja, pende dalla forca con indosso un cartello bilingue con la scritta “incendiaria”. Zoja fu la prima donna ad essere insignita del titolo di Eroina dell’Unione Sovietica, e da quel giorno venerata per sempre in tutta la Russia. Ma la sua storia reale è assai diversa, e del tutto ingloriosa. La diciottenne aveva appiccato il fuoco a 3 case private e una stalla di un paesino dietro le linee tedesche. Nell’incendio morirono 20 cavalli, proprietà di un cittadino russo. L’eroina sovietica venne vista e denunciata dal proprietario della stalla, e catturata dai tedeschi mentre cercava di fuggire. Interrogata e torturata, quella notte, due donne del villaggio, di nome Solina e Smirnova, le cui case erano state incendiate da Zoja, andarono a vendicarsi. Una di loro le buttò addosso un catino pieno di risciacquatura di piatti. L’indomani, la partigiana venne portata dai tedeschi sulla forca al centro del villaggio tra gli insulti e gli sputi della popolazione locale, che aveva subito gli attacchi incendiari e venne impiccata. Il suo corpo venne lasciato sulla forca per 6 settimane. Quando i sovietici ripresero il villaggio, molti abitanti vennero massacrati dall’Armata Rossa (fra cui Solina e Smirnova), accusati di collaborazionismo con i tedeschi, solo perché avevano tentato di difendere le loro proprietà dalla partigiana incendiaria. Ecco la vera storia ingloriosa dell’eroina russa della Grande guerra patriottica.

Ken

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