L’antica società spartana.

Continuando sulla scia di quello che era il mio ultimo articolo, ovvero smontando le inesattezze storiche della versione cinematografica di “300”. Continuo facendo chiarezza su quella che era l’antica società spartana.

Ovviamente tutti almeno una volta nella vita ci siamo fomentati e continuiamo a fomentarci pensando agli antichi spartani, ai loro guerrieri e la loro abilità nel combattimento. Ma oltre questo l’antica Sparta era formata in una propria struttura sociale, non troppo complessa…ma efficace.
Una struttura, che comprende: Ceti sociali, istituzioni, ruoli, diritti, doveri e responsabilità.

Premettendo che alla testa di tutti vi erano i due Re spartani. Sparta era una diarchia: 2 Re che permettevano una facile funzione di controllo, qualora uno dei Re fosse partito in guerra, l’altro rimaneva in città per controllare la situazione.

A seguire abbiamo la nobiltà spartana: Gli Spartiati.
Essenzialmente dobbiamo agli spartiati la nostra idea attuale di guerriero spartano. Gli Spartiati erano l’oligarchia nobiliare, secondi solo ai 2 Re, cui erano il fulcro dell’esercito spartano ed il loro unico scopo nella vita, era vivere e morire di una morte gloriosa, per la gloria di Sparta ed avevano sia diritti politici, che civili.

Il ceto medio di Sparta: I Perieci.
Dal greco Περίοικοι il quale significa “Abitanti attorno la città”.  Si trattava di un ceto medio che godeva di una propria autonomia, godeva di diritti civili ma non politici ed aveva anche un proprio corpo di sicurezza.

Infine vediamo coloro che erano in fondo alla scala sociale, gli schiavi: Gli Iloti.
Come la parola del loro ceto suggerisce, si suppone che gli iloti fossero gli eredi degli schiavi deportati da Ilio(Troia), dopo la sconfitta dell’omonima città. Ovviamente erano gli schiavi della nobiltà spartana ed erano soggetti da parte di essa, di ogni genere di sopruso.

Tra le istituzioni più note della città di Sparta, vi è senza dubbio l’Agoghè.
L’Agoghè era il periodo dove i bambini della nobiltà spartana(Solo gli Spartiati la praticavano), una volta giunta l’età di 6 anni venivano mandati lontano dalla città e da soli fino al compimento dei 14 anni, dovevano imparare a sopravvivere, per poi essere ammesso come guerriero spartano. Oltretutto l’agoghè oltre che una forma di educazione della nobiltà spartana, era un’espediente per far eliminare gli Iloti sospettati di tramare contro lo stato.
L’Apella era un’assemblea formata da tutti gli spartiati giovani e anziani, che si riuniva una volta al mese, sulla valle dell’Eurota(Fiume che scorre sulla città) e nel tempo fu progressivamente indebolita a favore dei due Re, la Gherusia e gli Efori.
Abbiamo anche la Gherusia, il consiglio degli anziani dove una volta compiuti i 60 anni, gli spartiati componevano tale consiglio, presieduto dai Re.
Infine abbiamo gli Efori. Una squadra formata da 5 giudici che inizialmente si occupava di cause civili, nel corso del tempo crebbero di potere tanto da poter influenzare le decisioni dei Re spartani.
La leva nella società spartana(Riguardante sempre gli spartiati) durava dai 14 ai 60 anni. Quando sparta scendeva in guerra, portava con sé tutti i loro schiavi, i ceti medi ed anche le città che avevano assoggettato, ovvero l’intero Peloponneso.
A Sparta vivevano dello stretto necessario, infatti attualmente non brilla per monumenti e residui storici.
Un modello di società dove i più fanatici con sparta antica ed anche noi….non dureremmo 3 ore.

Oltre che non vi era spazio per malati, deformi ed altri status negativi.

Vittorio Emanuele Miranda.