Le argomentazioni pro ius soli smontate una ad una:

– Lo ius soli favorisce l’integrazione > FALSO. In che modo la cittadinanza data ad un neonato dovrebbe favorire l’integrazione? Ci sono evidenze empiriche in questo? I radical chic non sanno rispondere. Ad ogni modo è proprio l’opposto: solo l’ambizione alla cittadinanza, la scelta tra due diverse opzioni e lo sforzo che si fa per ottenerla può essere considerata come valida chiave di integrazione. L’integrazione è qualcosa che avviene logicamente PRIMA della cittadinanza, non il contrario.

– Lo ius soli evita il terrorismo > FALSO. Basta vedere la situazione in Francia e Inghilterra, che pullano di islamisti di seconda e terza generazione e agli attentati degli ultimi anni, nel 90% dei casi compiuti da “cittadini”.

– Lo ius soli è una legge di Civiltà > FALSO. A parte che è un’opinione e non un’argomentazione, negli ultimi anni ci sono stati più paesi al mondo che l’hanno abolita piuttosto che introdotta. Dunque qual è il metro di paragone per stabilire cosa è civile e cosa no? L’opinione di un parlamentare del PD qualunque? No, grazie.

– Lo ius soli garantisce più diritti ai bambini stranieri > FALSO. La domanda qui è: “quali diritti”? Anche in questo caso, nessuna risposta. Le differenze tra cittadini e stranieri (purtroppo) oggi come oggi sono minime. In particolare i minori di 18 anni sono, in quanto tali, equiparati ai cittadini in tutto e per tutto. Hanno diritto alla Sanità, all’Istruzione, non possono essere discriminati in nulla. Manca loro solo il diritto all’elettorato passivo e attivo, che tanto possono esercitare dopo i 18 anni (ricordiamo che chi nasce in Italia può chiedere e ottenere la cittadinanza alla maggiore età).

– Lo ius soli è un diritto, e a te cosa ti toglie un diritto dato a qualcun altro? > FALSO. La cittadinanza non è un diritto, è un privilegio, un premio, un dovere. Ci “toglie” perché è uno stratagemma meramente politico, ideologico, privo di senso pratico. Ci “toglie” perché blocca il Parlamento. Ci “toglie” perché la cittadinanza, per PRINCIPIO, non va regalata, ma guadagnata. E i Principi prevalgono sui diritti individuali.

– E’ una legge “necessaria” > FALSO. La legge attuale (che ricordiamolo è piuttosto estensiva, visto che possono ottenere la cittadinanza gli stranieri con 10 anni di regolare soggiorno sul paese e i loro figli se nati in Italia, al compimento dei 18 anni, fermo restando che nel primo caso se diventa cittadino il genitore X con 10 anni di residenza lo diviene AUTOMATICAMENTE anche il figlio e la moglie) va benissimo così com’è. L’Italia, anzi, è in testa alla classifica dei “nuovi cittadini”, ossia dei soggetti a cui viene concessa la cittadinanza dopo regolare richiesta. Il tasso di cittadinanza concessa/richieste di cittadinanza è altissimo, quasi del 100%. Unica pecca la burocrazia, ma non c’entra NULLA con questa legge.

– Sì allo ius soli perché i bambini stranieri non possono andare in gita > FALSO. A parte che dome argomentazione fa acqua da tutte le parti e non ha alcun senso politico, è anche errata. I bambini stranieri possono partire in gita scolastica, eccome. Per i Paesi UE problema non si pone, a prescindere dalla provenienza extracomunitaria: per partire come turisti serve un passaporto valido (rilasciato 10 anni prima) e (non sempre) un visto, che comunque nell’area Schengen può essere richiesto a una qualunque ambasciata, quindi anche quella italiana.

– Sì allo ius soli perché i bambini stranieri parlano dialetto meglio di me > … e quindi? No davvero, quindi chi parla italiano/dialetto è italiano? Vogliamo ridurre la cittadinanza a una questione di lingua? La lingua è un pre-requisito, non l’unico.

– Sì allo ius soli perché nelle classi italiane ci sono moltissimi stranieri > … e quindi? Semmai dovrebbe destare preoccupazione, visto che notoriamente una percentuale eccessiva di stranieri non favorisce l’apprendimento della classe, anzi. Ad ogni modo, tali eventuali problemi non hanno niente a che fare con la cittadinanza.

PS: prima che qualche radical venga a fare il saccente sulla differenza tra ius soli e ius culturae, specifico che per esigenze di spazio ho accomunato le due fattispecie nelle mie contro-argomentazioni, ma conosco perfettamente la differenza.
Per quanto riguarda lo ius culturae non sono in disaccordo in linea di massima, perché si inserisce nel concetto che ho voluto esprimere secondo cui la cittadinanza va guadagnata e dimostrata “sul campo”. Ritengo tuttavia che 5 anni di ciclo di studi in Italia sia ancora troppo poco. Infatti tale principio varrebbe solo per i minori di 12 anni, bambini che dunque hanno frequentato 5 anni di elementari e uno di medie nelle migliori delle ipotesi. Ebbene, non è certo alle elementari che si apprende la cultura e la tradizione italiana (conosciamo bene il livello delle nostre scuole), anche perché un bambino sotto i 12 anni difficilmente si interessa di queste cose né è in grado di capire la differenza.

Fonte: https://m.facebook.com/radicalchicboriosi/?locale2=it_IT