Le parole di Jean Claude Jucker, ovvero l’Europa che detestiamo

di Simone Muti

da La Voce della Patria

Ecco quello che ha detto Jean Claude Juncker (Presidente della Commissione europea) a Firenze, ad un convegno sull’Europa: “Con la crisi migratoria i sentimenti che pensavano di aver superato purtroppo hanno rifatto capolino e, considerando il ritorno dei populisti e nazionalisti, hanno avuto materia per alimentare i loro movimenti e per aumentare il distacco dagli altri”.

E poi:

“Quando le cose vanno bene o quasi bene la solidarietà quasi nasce da sola ma quando ci sono crisi, come avvenuto negli anni passati, allora la solidarietà si sfilaccia, si perde a poco a poco. Abbiamo visto la riscoperta di un’espressione che detesto: ‘club Mediterranèe’, un termine che si può usare per il turismo ma non quando si parla di Europa solidale. Le economie di mercato da sole non bastano, ci vuole anche un senso sociale e proprio questo effetto di solidarietà è alla base del progetto europeo. Bisogna rimanere fedeli allo spirito di solidarietà che caratterizza questa nostra storia europea e la costruzione europea”.

Abbiamo visto dove ci ha condotto una certa politica, europeista e prona di fronte alla volontà degli Stati più forti – a cominciare dalla Germania, – che non ci invita più a vedere il mondo in termini di Nazioni, culture e tradizioni, ma di globalizzazione, immigrazione e multiculturalismo!

Forse è proprio il caso di un ritorno alle fonti della nostra civiltà per uscire dalla crisi sociale, economica e politica in cui ci dibattito da ormai troppi anni…