Luigino Di Maio: l’arroganza a 5 Stelle

di Chiara Soldani.

da Giovani a Destra

Luigi Di Maio è la dimostrazione che i miracoli esistano. Luigi Di Maio è colui che ci ricorda quanto “i congiuntivi, a fine giornata si possono sbagliare”. Luigi Di Maio è la prova di quanto merito ed umiltà, siano oggi merce rara: difatti, lui ne è sprovvisto.

Ripercorrere il suo CV è operazione tanto breve, quanto sorprendente. Per fare politica non contano cultura e backround? Adeguata preparazione ed innato carisma? No che non contano! Se pensiamo a Giggino, alla sua inspiegabile ascesa e alla pentastellata setta: che lo sostiene e beatifica tutta. Ma nulla di quanto detto può eguagliare la stridente, inopportuna, immotivata arroganza: insomma, Di Maio Luigi, Lei chi è? E soprattutto: chi crede di essere?

Oggi, primo giro di consultazioni conclusosi con un (prevedibile), nulla di fatto. “Serve più tempo, si va a un secondo giro”, perentorio Mattarella. Ma già dalle prime dichiarazioni, sono emersi “vizi e virtù” delle parti interessate. Super show del Luigino nazionale: dopo strafalcioni congiuntivi, ecco quelli da Narciso.

“Abbiamo detto al presidente Mattarella che sentiamo tutta la responsabilità di esser la prima forza politica di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento”, ha affermato il (cosiddetto) leader del M5S. E al termine delle consultazioni al Colle, aggiunge: “Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l’Italia resterà alleata dell’Occidente nel Patto atlantico, nell’Unione europea e monetaria: è questo l’obiettivo”. Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne. Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative”, ha ribadito Di Maio. “Dopo gli incontri capiremo con chi si potrà sottoscrivere il contratto di governo”.

Insomma per Di Maio, oltre ai 5 stelle, il nulla. Lo zero più totale. Il deserto del Sahara. Insomma, sempre per l’Illuminato da astrale luce, la coalizione di CDX non esiste. Peggio: non è mai esistita. Tre programmi diversi e disgiunti? Ma quando mai! Per quanto le anime siano diverse, le sfumature ideologiche pure, Salvini, Berlusconi e la Meloni hanno firmato un programma unitario e condiviso. Il tutto, suggellato dalla cosidetta “Quarta gamba”, articolata da Raffaele Fitto. Insomma, il fortunello Luigi o mal si esprime o dolosamente inganna.

L’unico vero ed effettivo vincitore, è l’unico vero ed effettivo leader: Matteo Salvini. Il solo a dimostrare maturità e coerenza, certo ignote al giovanotto di Pomigliano d’Arco. Auspicando una bella lezione politica, consigliamo a Di Maio un lungo e necessario, bagno d’umiltà.