Menzogne meridionaliste anti Risorgimentali: la fucilazione di Angelina romano


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da Il bestiario neo borbonico

L’infame menzogna della “ fucilazione “ di Angelina Romano

Una infame menzogna concepita, diffusa e ripetutamente pubblicate da squallidi personaggi senza rispetto per la vita umana

Tra le tante autentiche porcherie anti Italiane pubblicate da personaggi che vivono di immondi odi e rancori spicca quella della “ fucilazione della Angelina Romano “

E’ una immonda porcheria perche’si usa in maniera molto spegiudicata e menzognera e comunque non dimostrata , la morte di una bambina per esternare e alimentare odio .

Se la ultrasmentita bufala di Fenestrelle oggi ci fa ridere , la bufala della “ fucilazione “ della Angelina Romano cosi’ come ricostruita diffusa da professionisti della menzogna e dell’odio ci indigna come Uomini e ci spaventa . C’e una parte della umanita’ che ha perso ogni sentimento compresa la pieta’

Il racconto del Sig. Ciano

Fucilata il 3 Gennaio 1862 a 8 anni e 2 mesi !

“……Ebbene, quella ragazzina di otto anni e due mesi, fu fucilata a Castellammare del Golfo, si chiamava Angelina Romano, stava giocando a Crì Crì quando fu presa dai bersaglieri. Aveva fame, era quasi l’una di pomeriggio, e i soldati del regio esercito italiano, comandati dal generale Quintini, le riempirono la pancia di piombo. Il Regio Esercito Italiano, è scritto in latino sul libro dei defunti della chiesa madre di Castellammare: ” Romano Angela filia Petri et Joanna Pollina consortis. Etatis sua an.9 circ. Hdie hor.15 circ in C.S.M.E Animam Deo redditit absque sacramentis in villa sic dicta della Falconera quia interfecta fuit at MILITIBUS REGIS ITALIE. Eius corpus sepultum est in campo sancto novo.” Questa trascrizione venne fatta a posteriori dal parroco della chiesa madre perchè i piemontesi ordinarono di non far trascrivere i morti per quattro giorni. La gente non doveva sapere ciò che stava accadendo a Castellammare del Golfo. I bersaglieri di Quintini stavano massacrando i contadini repubblicani che protestavano contro i savoia, avanzavano con la bandiera rossa repubblicana (quella di Mazzini) e gridavano ” Viva la repubblica” Probabilmente Angelina fu fucilata perchè forse, era parente di qualche renitente alla leva. Ci tengo a dire che quell’esercito non era italiano, era solo savoiardo e piemontese. La ricerca mi è stata possibile grazie alla Signora Linda Cottone che mi ha accompagnato a Castellammare dallo storico locale Francesco Bianco, che ha avuto accesso agli archivi della chiesa madre…..”

Questa e’ la versione del Sig. Ciano

Ci permettiamo di fare notare a Ciano che il 3 Gennaio 1862 non esisteva un esercito Savoiardo e Piemontese ma c’era un esercito Italiano in cui prestavano servizio i membri del discolto esercito delle Due Sicilie . Per la precisione dal 4 Maggio 1861

STUPISCE CHE UNO STORICO COME IL SIG,CIANO IGNORI QUESTO DETTAGLIO

Sulla foto della Angelina “ fucilata “ che circola da anni abbiamo gia’scritto molte volte . Si tratta della foto , taroccata , di una bambina palestinese o libanese usata per autentificare l’immonda balla del sig. Ciano

Non ci risulta che si sia vergognato per quel taroccamente fatto sulla pelle di un’altra bambina tanto e’ vero che la bufala circola ancora , Ci auguriamo che quella bambina vada a turbare i sonni e la coscienza degli infami taroccatori . Ma dubitiamo che hanno una coscienza .

Ma quale e’ la verita’ sulla vicenda ?

La verità storica, provata dalle fonti, è molto diversa da quella raccontata dal Sig. Ciano . Angelina Romano risulta essere sì morta nel corso di una operazione contro il brigantaggio, ma non fucilata, bensì caduta durante il conflitto a fuoco e dopo essere stata presa come OSTAGGIO DAI BRIGANTI , cioeà dagli eroi di Ciano

La vicenda è la seguente. Il 1 gennaio 1862 una massa di briganti, o per meglio dire di persone che non volevano fare il servizio di leva, coadiuvati da criminali comuni del posto, fecero irruzione a Castellamare del Golfo. La rivolta non aveva connotazioni borboniche, poiché avvenne sventolando una bandiera rossa ed al grido di “viva la repubblica”, anche se queste parvero manifestazioni alquanto incidentali di un tumulto essenzialmente amorfo.

I briganti aggredirono il commissario di pubblica sicurezza locale, tale Bartolomeo Asaro, massacrandolo. Fu assassinato anche il comandante della Guardia nazionale, Francesco Borruso, assieme alla figlia ed al genero. Anche molti altri abitanti furono trucidati dai banditi.

Nei registri parrocchiali della Chiesa Madre di Castellammare compaiono i nomi e cognomi degli abitanti assassinati dai delinquenti: Bartolomeo Asaro (anni 49) di Girolamo e Lucia Colomba; Girolamo Asaro (anni 24) di Bartolomeo e Anna Vivona; Francesco Saverio Borruso (anni 64) di Giuseppe e (fu) Francesca Plaja; Francesca Borruso (anni 26), moglie di Girolamo Asaro, figlia di Francesco Saverio Borruso e Maria Bocina; Antonino Galante (anni 25) di Giuseppe e Anna Galante. Oltre agli assassini, furono anche devastati il Municipio ed arso l’archivio

I rivoltosi presero anche degli ostaggi.

Dopo questi fatti, furono inviate truppe per riportare l’ordine, ciò che avvenne con alcuni scontri con i banditi ed alcune fucilazioni. I fucilati furono 6, tutti presi con le armi in pugno mentre sparavano contro i soldati. È bene precisare che i criminali, lungi dall’essere innocui ed indifesi popolani, provocarono nei tre giorni di tumulto 11 morti ed 11 feriti soltanto fra i militari (bersaglieri, carabinieri, polizia a cavallo) intervenuti per riportare l’ordine.

Fra le persone fucilate, registrate nell’archivio parrocchiale, NON compare Angelina Romano. Ella morì nel corso delle operazioni militari, ma certamente NON fu fucilata. L’unica fonte è il registro dei morti della chiesa parrocchiale, che la menziona brevemente ed in modo abbastanza oscuro ed equivoco. Questo registro, scritto in latino, è parzialmente illeggibile, certamente impreciso, ed ha avuto delle aggiunte. Comunque, esso non parla di fucilazione per questa bambina, limitandosi a dire che fu uccisa dai soldati del Regio esercito. Ma, siccome non fu fucilata, come venne uccisa?

La vicenda, per come può essere ricostruita, è la seguente. All’arrivo dei militari, una banda di briganti inseguita dai bersaglieri si rifugiò in una casa in contrada Falconera (sempre nei pressi di Castellammare del Golfo), in cui si trovava anche questa bambina. I briganti presero i civili come ostaggi prima che arrivassero i bersaglieri, che li attaccarono.

È in questo conflitto a fuoco che morì Angelina Romano, con ogni probabilità raggiunta da una pallottola vagante.

Angelina Romano non fu quindi una “vittima” dell’esercito italiano, bensì dei BRIGANTI , cioe’ delinquanti che il Sig. Ciano ammira , che la presero in ostaggio per coprirsi la fuga, in questo modo coinvolgendola nello scontro con i bersaglieri. Un particolare importante è questa banda brigantesca si era già resa responsabile dell’eccidio di un’intera famiglia d’un funzionario di pubblica sicurezza, a dimostrazione della sua mancanza di scrupoli: prima il massacro di una intera famiglia, poi la cattura di ostaggi tra cui una bambina.

Se un gruppo di banditi prende ostaggi civili durante una rapina in banca ed uno di loro muore nello scontro a fuoco con la polizia quando fa irruzione, la responsabilità dell’accaduto su chi ricade?

Sull’argomento esiste l’esauriente ed accuratissimo studio di:

S. COSTANZA, La rivolta contro i “cutrara”a Castellammare del Golfo (1862), in «Nuovi quaderni del Meridione», 4 (1966), n. 16, pp. 419-438.

Esiste poi il vecchio studio di CALANDRA, egli stesso della città e testimone oculare, intitolato “L’avvocato e il parricida”.

Conclusioni : ricostruire la vicenda non e’ facile e noi da persone per bene ci limitiamo a raccogliere tutte le testimonianze e i docuenti , Se qualcuno puo’ in maniera inequivocabile dimostrare che la povera bambina e stata fucilata lo faccia. Se non e’ in grado di farlo eviti di usare per immondi scopi una vicenda umana , se lo fa e chi lo fa e’ un mascalzone

Allegato :

Certificato di nascita della Angelina Romano su documento parrocchiale

Certificato di morte su carta straccia


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