Origine dell’isteria antiberlusconiana della sinistra

Uno dei capisaldi delle accuse di mafia contro Berlusconi si basa sull’intervista che pochi giorni prima della strage di Capaci, Borsellino rilasciò a due giornalisti francesi.

Travaglio, citando questa intervista, nel 2001 da Luttazzi inizia a dare la scalata alla propria celebrità all’insegna dell’antiberlusconismo più violento e demenziale.

Come andarono le cose?

Gli intervistatori, mandati lì da Canal+, concorrente delle reti Fininvest in Francia e posseduta da Vivendi che *DA SEMPRE* tenta la scalata a Mediaset (ma questo Travaglio non ve lo dirà mai) cercano a tutti i costi di mettere in bocca a Borsellino “Berlusconi è un mafioso, lo sto indagando e ho tanta paura perché so che lui premerà il bottoncino che mi farà saltare per aria”.

Sorvolando sulla strumentalità della battaglia dei due giornalisti, facilmente intuibile, come stiano in realtà le cose è tranquillamente riscontrabile dal video disponibile su Youtube.

Dinnanzi alle insistenti domande dei giornalisti francesi su Dell’Utri, Borsellino, che è una persona seria e non un buffone come quei due giornalisti, risponde: “So che ci sono delle indagini che lo riguardano ma non ne conosco i dettagli perché non me ne sono occupato”.

I giornalisti-killer francesi, mandati lì da Vivendi per dimostrare che Berlusconi è un mafioso, insistono: “Che legami ci sono tra Mangano e Dell’Utri?”

Borsellino: “Ripeto, io di queste cose non ne ho conoscenza, non mi sento autorizzato a risponderle, come magistrato ho ritrosia a dirle cose di cui non mi occupo”.

Ma i giornalisti francesi non demordono: “Come uomo, non più come giudice, come giudica la fusione che abbiamo visto operarsi tra industriali al di sopra di ogni sospetto come Berlusconi e Dell’Utri e uomini d’onore di Cosa Nostra?”

Borsellino, con encomiabile pazienza, risponde: “E’ normale che i mafiosi cerchino di impiegare i propri capitali ma su Berlusconi non posso risponderle perché non mi occupo io di questa vicenda e non ne conosco i dettagli”.

I giornalisti francesi insistono: “Beh però sia Dell’Utri che Mangano entrambi sono di Palermo”.

E Borsellino: “Non c’entra nulla”.

In parole povere, Borsellino, che solo per educazione tipica della borghesia siciliana, non manda a quel paese i due scribacchini mangiarane, si limita a dire “Ci sono delle indagini su Dell’Utri ma non ne conosco i dettagli” e per gli antiberlusconiani con la bava alla bocca diventa “Dell’Utri è indagato quindi colpevole, Berlusconi è il capo della mafia, ed entrambi mi ammazzeranno facendo saltare per aria me e il mio amico Giovanni Falcone. Date un bacio a Marco Travaglio e ditegli che passerò da lui a Torino per portargli i cannoli”.

Ecco, questa è la gentaglia a cui stiamo affidando questo paese.

Alessio Melita