PALESTINA LIBERA, CRONACHE DI UN GENOCIDIO: parte terza

La Cisgiordania è la regione più estesa e popolosa, anche se meno densamente popolata, della Palestina.
Qui la situazione è meno grave rispetto a Gaza, infatti il livello di disoccupazione non è al 40% come a Gaza ma al 19% e la povertà assoluta minore, inoltre le case sono in condizioni migliori, finché sono ancora su…
La Cisgiordania ha un problema non irrilevante, è decine di volte più nelle mire della colonizzazione ebraica rispetto alla Striscia di Gaza, infatti più di 600.000 cittadini israeliani abitano o sono pronti a trasferirsi in colonie appositamente costruite dal governo in territorio cisgiordano, questo a danno della popolazione locale:
Il governo israeliano sgombera e distrugge le case dei civili palestinesi per poi mandare via o deportare gli abitanti lasciando centinaia di migliaia di palestinesi senza una casa.
Le case rase al suolo sono più di 50.000 e 100.000 gli ettari confiscati inoltre quasi tutte le autostrade sono ad accesso esclusivo ebreo e quelle poche per gli arabi sono malridotte, a complicare la questione c’è anche Israele che impedisce il movimento e l’accesso a più di metà delle aree appartenenti all’autorità palestinese limitando così la possibilità di coltivare e vedere i propri cari.

Infine anche il sistema giuridico è ingiusto:
Ogni sospettato palestinese viene indagato e quasi sempre condannato senza prove o accuse, e considerando il trattamento e che il lancio di sassi costa 20 anni, provoca a decine di migliaia di palestinesi traumi, per esempio ci sono casi di alcuni bambini entrati a 12 anni e non usciti per decenni interi, persone traumatizzate e suicide ecc…
Ma sfortunatamente i media prestano alla Cisgiordania ancora meno attenzione che a Gaza e perciò i dati disponibili sono ancora minori ma di fatto però che l’economia è stata completamente devastata, come il resto, e che Israele continua a non cercare punti d’incontro. Fine

Giacomo