Paranoia: il biglietto da visita della sinistra

L’odio della sinistra verso i propri avversari politici e la necessità di mettere etichette: Un’analisi che parte dal regime comunista ed arriva alla sinistra al caviale odierna.

L’etichetta “nemico del popolo” è stata applicata a milioni di vittime del regime bolscevico.
L’espressione laconica è stata una formula universale che ha permesso al sistema sovietico di distruggere tutti gli avversari reali o probabilii: dai principali nemici dell’ideologia comunista e i rappresentanti dei movimenti di liberazione nazionale, fino ai fessi obbedienti e ai subordinati al sistema che furono sfortunati o sospettati.

Per la prima volta, il concetto di “nemico del popolo” cominciò ad essere utilizzato alla fine del XVIII secolo in Francia, durante il noto terrore giacobino.
I bolscevichi hanno assunto dai giacobini non solo i metodi della “rielaborazione della società”, ma anche la loro razionalità ideologica

Il concetto di “nemico del popolo” era una generalizzazione di una vasta gamma di altri termini: “spie nemiche”, “culachi”, “nazionalisti borghesi”, “terroristi” e così via.
L’uso attivo della propaganda statale ha generato sfiducia totale verso la società, creando una “guerra di denunce”, il tutto associato a fatti esterni come la “decadenza dell’Occidente capitalista”, “il reazionismo delle forze internazionali” e così via.

L’immagine del nemico è inerente alla politica come tale, ma è la sinistra che è incline a muovere in questa categoria tutti gli oppositori possibili.
E ciò è dimostrato non solo dalla storia dell’Unione Sovietica o del presente della Corea del Nord, ma anche nella realtà dell’Occidente, dove la mancanza della sinistra ha provocato cambiamenti specifici, ma non le ha fatto perdere le sue caratteristiche essenziali.

L’immagine del nemico è attivamente amata dalla sinistra moderna, dagli estremisti di estrema sinistra e dai liberali moderati di sinistra, che spesso hanno posizioni chiave in molti paesi occidentali.
Vero, a differenza dei loro compagni sovietici, la sinistra moderna non cerca “Culachi”, ma “sessisti”, “omofobi”, “transfobi”, “xenofobi”, “islamofobi”.

L’idea di come è paranoico il pensiero dei moderni militanti di sinistra è perfettamente dimostrata dalla manipolazione d’etichette quali “estremista di destra” e “fascista”.
Oggi sono etichette facilmente applicabili a forze moderate, liberali e nazionali che creano almeno un’alternativa al globalismo, anche Trump è stato definito “fascista”.

L’assurdità in cui la sinistra moderna è degenerata è preoccupante e, purtroppo, le persone che mostrano comportamenti paranoici non sono isolate dalla società dagli ospedali psichiatri ma spesso sono al vertice della società, dell’educazione e sono responsabili dei media statali.
Ma la continua ricerca di nuovi “nemici del popolo”, suggerisce che non hanno prospettiva, perché vivono solo della forza della negazione e dalla creazione di problemi artificiali, In altre parole, non hanno un programma positivo e possono solo odiare, negare e distruggere.
Uno dei motivi della vittoria di Trump negli Stati Uniti fu che la società americana era stanca di coloro che cercavano costantemente tutti i tipi di “-ista” e “-fobo”.
Sembrerebbe che, allo stesso modo, la fine della legge dei liberali di sinistra verrà nell’intero occidente.

Mikhail Stusanenko

Articolo tratto da Azov Press traduzione a cura di Giacomo Morini

Considerazioni: L’analisi di Stusanenko  si applica alla perfezione alla situazione attuale che l’italia sta passando. La sinistra gode di un grande potere nel tessuto sociale del nostro paese: cariche dello stato, insegnanti, magistrati e via dicendo. Basti vedere la crociata intrapresa dagli ”insegnanti” a favore della promulgazione dello ius soli con cui non ci si è fatto scrupolo di indottrinare e strumentalizzare dei bambini per la battaglia a favore di una legge che non va giù alla maggioranza degli italiani, o l’impegno di organismi come Magistratura democratica nelle repressione delle forze di destra sul territorio italiano, o la mobilitazione di fugure come la ”Presidentessssss*’ della camera Boldrini o del Ministro Del Rio nelle battaglie terzomondiste a favore dei clandestini. I principali quotidiani del paese sono nelle mani dello strato intellettuale progressista caro alla sinistra, Repubblica e l’Espresso sono parte del gruppo mediatico l’espresso, guidato da quel tale De Benedetti che si è autodefinito ”Il primo tesserato al PD”.

Nemmeno i bambini vengono risparmiati dall’indottrinamento ideologico della sinistra

Figure come Mentana, Saviano, Gad Lerner e tanti altri intellettuali di sinistra godono di ampissimo spazio sulla scena dell’opinione pubblica. Associazioni di sinistra (Arci, ONG…) e centri sociali garantiscono un autentica rete di potere articolata sul territorio italiano. Grazie a questa rete di Potere ombra la sinistra è in grado di muovere larghe fette della popolazopne, organizzando manifestazioni e rivoluzioni colorate con il supporto dell’oponione pubblica, dei giornali e della magistratura. La destra deve imparare a muoversi allo stesso modo se vuole evitare altre sconfitte, bisogna radicarsi sul territorio muovendosi organizzati, le cadute dei Governi Berlusconi sono state determinate dall’azione di questo governo ombra che opprime gli italiani da decenni. Ed ora, con il risveglio nazionale spontaneo che si sta avendo in italia, questo costituisce un buon momento per imparare dai nostri avversari che magari hanno idee che possono non piacere, però sanno fare politica. Il vantaggio della destra è che i risvegli popolari nazionali (quelli definiti dalla sinistra come ”populismi”) non necessitano di un sistema sociale pre-esistente, ma si basano sul comune senso di fratellanza degli italiani nel nome della difesa della nazione. Se si riuscisse a combinare questo pregio delle destre con le capacità politiche di radicamento culturale e sociale dimostrate dalla sinistra nel corso degli anni, probabilmente potremmo assistere ad uno stravolgimento impressionante nella scena politica italiana. Se vogliamo liberarci da queste ”crociate” contro fantomatici ”razzisti”, ”populisti”, ”xenofobi” o ”estremisti di destra” ( tutti modi per mascherare in reatà il ben peggiore dogma anti-italiano) bisogna agire in modo organizzato imparando dai nostri sbagli. (Considerazioni a cura di Alessio Melita)