PER CHI SUONA LA CAMPANA


Così scriveva Enest Hemingway nel suo romanzo ispirandosi ai valori di giustizia e all’integrità dell’uomo ed a ogni rintocco sembrava volesse dire: sto suonando per te. Anche nella Sanità siciliana l’ASP 6 ex ASL 6 di Palermo, la campana suona da sempre stonata per gli stessi. Infatti, il nepotismo ed il consociativismo prevale e regna da sempre. Abbiamo assistito ad una sfilza di direttori generali, direttori amministrativi, direttori sanitari e dirigenti vari, tutti più o meno collusi. Ovviamente il legame politico contornato di inefficienza e arroganza ha sempre prevalso sulla meritocrazia. Dirigenti che non sono in possesso dei titoli indispensabili per guidare l’Azienda, compensi erogati agli stessi a seguito di accordi e inciuci vari, gettoni di produttività per premiarsi di una gestione fallimentare. Naturalmente per giustificare una politica trasparente, effettuano tagli sul bilancio, risparmiando proprio sulla nostra pelle, distribuendo ai cittadini pannolini insufficienti, con il nuovo sistema a domicilio che è entrato in vigore quest’anno senza diversificazioni e particolare attenzione verso i casi più critici, “rattoppando” gli strappi di uno scandalo provocato da un ex dirigente, e con materiale medico scadente usato negli ospedali comprato in qualche paese orientale senza effettuare controlli. Inoltre, è previsto l’internizzazione delle Commissioni di invalidità, ovvero utilizzando tutte figure professionali impiegati della ASP per formare la Commissione ed eliminando i medici esterni con gettoni fino a 1300 euro al mese. Lodevole iniziativa, ma scusate se non crediamo alla buona fede e che sia invece la base dei soliti intrallazzi e spartirsi tutto all’interno. Nessun progetto per rivedere la pianta organica e un piano per la prevenzione. Il Movimento Italia Sociale più volte con articoli sui giornali e comunicati, lettere ai vari Assessori e direttori generali, ha ribadito che la Sanità siciliana va totalmente rivista e riformata proprio dal suo interno, bandendo nuovi concorsi di personale giovane e motivato per supportare il personale ormai logorato e stanco, soprattutto nei reparti operativi, per la sicurezza e salvaguardia della salute dei cittadini. Il Piano Nazionale della Prevenzione affronta le tematiche relative alla promozione della salute e della prevenzione delle malattie e prevede che ogni regione predisponga e approvi un Piano proprio. Ci sono diversi livelli di prevenzione che vanno dall’indagini mediche fino alla eliminazione della malattia, ma se ciò non è possibile e si tratta di malattie croniche necessita un’ equipe che accompagni il malato nel suo percorso anche psicologico. In Sicilia mancano alcuni livelli di prevenzione, negli ultimi anni si sono attuati dei piani con screening in caravan per strada ed alcune iniziative per la donna, ma ancora siamo lontani da un Piano completo di prevenzione, perché il paziente fin dall’insorgere dei primi sintomi deve districarsi tra i meandri delle liste di attesa, deve ingegnarsi per individuare lo specialista competente della sua malattia e scoprirsi un ricercatore sui siti telematici che riesce a scovare; nel frattempo la mattanza che osserviamo è frequente e continua. Occorre attuare programmi di controllo per ridurre al minimo i rischi di complicazioni infettive. Infatti, le infezioni ospedaliere sono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Si definiscono così infatti le infezioni insorte durante il ricovero in ospedale, o dopo le dimissioni del paziente, che al momento dell’ingresso non erano manifeste clinicamente, né erano in incubazione. Negli ultimi ani si sono verificati epidemie di congiuntivite virali, Enterococchi e Stafilococcus epidermidis etc.. mettendo in serie difficoltà i pazienti già stremati e stressati. E’ obbligo adottare sempre alcune precauzioni ritenute efficaci sia per salvaguardare l’operatore sanitario consentendogli di lavorare in sicurezza, sia per ridurre il rischio di trasmissione di microrganismi da operatore a paziente e da paziente a paziente come: il lavaggio delle mani, l’adozione di misure barriera, il corretto uso e smaltimento di aghi e biancheria ma soprattutto la pulizia e la disinfezione ambientale e la sterilizzazione dello strumentario riutilizzabile che non vengono eseguite normalmente. Il direttore dell’Igiene Pubblica di Palermo invece di occuparsi della prevenzione si dedica a punire i suoi dipendenti di reati non commessi e dopo anni di udienze con cause vinte da parte dei dipendenti, invece di pagare personalmente per l’immobilismo totale, viene premiato con l’incarico di direttore sanitario dell’ASP al posto di un altro direttore che non aveva i titoli, hai visto mai? Il Movimento Italia Sociale più volte ha esortato l’Assessore alla Salute ad istituire una Commissione per la vigilanza nelle strutture territoriali affinchè vengano rispettati gli orari di ricevimento dei poliambulatori (8–14 e non 9–11motivati da una circolare interna), affinchè controlli il materiale medico, compreso le medicine nei reparti degli ospedali spesso insufficienti o mancanti, molte volte devono essere i parenti a provvedere. Occorre controllare le strutture spesso obsoleti, fatiscenti con infiltrazioni d’acqua sui tetti e muri quindi pericolanti e pericolose, mattonelle a terra mancanti, provocando dislivelli, bagni inagibili con servizi igienici poco igienici e chiusi per ore per mancanza d’acqua come l’ospedale Ingrassia. I primari “fantasmi” badano a tenersi stretta la poltrona e mandano allo sfacelo i reparti, limitandosi ad inviare qualche mail con delle richieste. Noi chiediamo le dimissioni di questi dirigenti incapaci, che da anni tengono in pugno la vita lavorativa dei dipendenti, rifiutando il nulla osta da un reparto all’altro e che vengano sostituiti da medici capaci e meritevoli in grado di affrontare le emergenze continue dei reparti, Ma ormai è storia vecchia, che gli assessori e i direttori generali fanno danno e poi tagliano la corda mentre i cittadini rimangono e pagano.

Vittorio Emanuel Miranda