Populismo, Sovranità, Europa

di Gabriele Adinolfi

da No Reporter

Vento in poppa per il populismo e il sovranismo che possiamo riassumere così: l’opposizione del popolo alle élites e il desiderio di dettare legge in casa propria con un pizzico di nostalgia.

Il fatto in sé è positivo ma vanno superati i limiti che lo rendono sterile se non rovinoso.

La storia è opera di minoranze agenti e ogni impresa è realizzata da un’élite, Quindi si tratta di contrapporre un’élite popolare alle élites di classe e di casta, altrimenti si scade nella demagogia e nella retorica incapacitante. In quanto alla sovranità è questione di autorità, autonomia, organizzazione, potenza e concertazione. Altrimenti non è.

I falsi amici populisti americani c’invitano a scardinare la UE e a realizzare solo accordi bilaterali; questo dovrebbe garantire la sovranità dei singoli Stati. Non solo le cose non stanno così per la natura stessa degli Stati liberali e per giunta nell’era dei satelliti, ma è un inganno evidente. I partners con cui avremmo a che fare, cioè gli Usa, la Cina, la Russia, sono tutti delle federazioni di Stati con una dimensione subcontinentale e le loro singole economie sono regolate da una moneta unica.

I bilateralismi altro non sono che vassallaggi nella logica del divide et impera, la risposta dev’essere all’altezza della sfida, esprimendo potenziale e dimensioni in grado di competere con gli altri.

Populismo e sovranismo siano, purché consapevoli, d’avanguardia ed europei.