Prima Berlusconi, ora Salvini. L’INgiustizia rossa non si ferma.

da Giovani a Destra

Prima Berlusconi, adesso Matteo Salvini. La macchina del fango contro i principali esponenti del centrodestra non si ferma. La sinistra non arretra di un millimetro e continua le sue campagne elettorali contro i maggiori esponenti azzurri.

Eravamo abituati a leggere sulle pagine dei giornali titolacci contro il nostro ex capo del Governo Silvio Berlusconi. Si trattava di cenette sospette, escort, prostituzione. Dopo poco tempo si passò ad attaccare il milionario italiano per le sue doti da imprenditore. La giustizia rossa lo asfaltò sulle questioni interne alle sue aziende  (che sue non erano ormai più). Mediaset e Fininvest i principali nodi da sciogliere. Dopo oltre 20 anni sono riusciti nei loro intenti. Silvio Berlusconi è stato distrutto (se così possiamo dire).

2018, è il turno di un grande giovanotto, Matteo Salvini. Salvini, leghista e lombardo rialza la Lega Nord, scavalca tutti i partiti del centrodestra e si attesta (sondaggi in mano) al 30% (record). Porta avanti una campagna elettorale con lo slogan “prima gli italiani”, celebre copia delle antiche battaglie della destra patriota e nazionalista. Batte il pugno contro le tratte migratorie e non raccoglie la simpatie della sinistra pro UE e anti Brexit. Salvini, amico di Orban, Le Pen e Trump, non indietreggia, blocca la nave Diciotti nel porto di Catania. “Nessuno scenderà fino a quando i paesi UE non decideranno di farsi carico dei migranti”, questo l’appello del Ministro degli Interni.

Siamo giunti a conoscenza, qualche giorno fa, dell’apertura di un fascicolo da parte della procura di Agrigento che porterà sulle spalle il nostro ministro e vice premier Salvini. 5 sono i capi di imputazione: abuso d’ufficio, sequestro di persona a scopo di coazione, l’omissione d’atti di ufficio poiché avrebbe ignorato la richiesta della Guardia costiera di un porto sicuro, indicando Catania solo come scalo tecnico, sequestro di persona e arresto illegale.

Questo grande tranello messo in piedi dalla procura, del resto, inizia già a scricchiolare. Vedremo se andrà avanti questo teatrino, ma gli italiani sono con Matteo, nessuno si tirerà indietro.