Raid su Damasco? Il contentino di Trump a Macron e May

L’attacco di stanotte a Damasco è stato una scossa d’assestamento, niente di più e niente di meno. 30 missili Tomahawck dovrebbero essere la risposta internazionale ad un crimine di guerra come l’attacco chimico in east ghouta? La contraerea siriana non è in grado di tirare giù nemmeno I droni israeliani, I russi (in stato d’allerta nei giorni scorsi) non hanno mosso un dito. Malgrado ciò, buona parte dei missili sono stati abbattuti (in base a quanto riferito dai siriani, comunque si parla di danni marginali). Che Trump e Mattis abbiano voluto dare il contentino a Macron e May che premevano per l’intervento? Ricordarsi che per invadere l’iraq bastò le accuse di essere in possesso di armi chimiche (accuse che poi si rivelarono false). Per quanto la veridicità dell’attacco chimico in East Ghouta sia dubbia, secondo la medesima logica Assad avrebbe dovuto fare la fine del Raìs Iracheno. La Siria inoltre non è isolata diplomaticamente come il governo di Saddam, sul campo sono presenti truppe della Russia che è uno dei partner economici più importanti degli USA. Trump inoltre non vedrà mai di buon occhio un intervento militare a guida europea che possa rafforzare ulteriormente il progetto della Grandeur geopolitica francese voluta da Macron o ridare linfa vitale al Regno Unito, sempre più isolato dalla geopolitica che conta.

C’è inoltre la Turchia, che giorno dopo giorno guadagna terreno nel nord della siria facendo pulizia dei curdi, per non parlare della lotta non ancora del tutto finita alle milizie dello Stato Islamico. La spartizione della Siria si sta concretizzando sempre di più. Gli interessi in ballo sono molto più grandi, le possibilità di una guerra sono remote.

Alessio Melita