Rhodesiani, orgoglio europeo.

“Gli europei hanno vinto grazie alle armi fuoco… ” Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole a scuola quando si è parlato del colonialismo? La prossima volta che vi ripeteranno la pantomima terzomondista sul “biango sfruttatore” ricordategli l’operazione Eland, 9 Agosto 1976. Durante le operazioni di contro-guerriglia, 84 commando Rodhesiani hanno affrontato in combattimento oltre 5 mila guerriglieri comunisti africani del movimento ZANLA. I guerriglieri sul campo furono supportati da istruttori sovietici, nord coreani e dall’esercito del Mozambico. Il risultato? 4 feriti lievi tra le fila dei Rhodesiani ed un numero che va dai 1028 ai 2000 morti tra le fila dei ribelli africani a cui vanno aggiunti altri 30 morti tra le fila delle truppe regolari del Mozambico. La cosa ironica di questo bilancio fu che in Un primo momento i rhodesiani reclamarono l’uccisione di “solo” 300 guerriglieri. Le reali dimensioni della carneficina vennero a galla Solamente grazie alla cattura di alcuni documenti nemici poco tempo dopo il raid, gli stessi rhodesiani sottostimarono i danni provocati dai loro assalti. Non fu un caso isolato dove gli europei diedero prova della loro superiorità militare, vedasi le Operazioni Quartz, Uric e Dingo. La differenza tra dei soldati e dei selvaggi, entrambe le parti avevano armi da fuoco e la guerriglia era in schiacciante superiorità numerica. Eppure quando i proiettili hanno iniziato a volare lo spirito guerriero europeo e l’addestramento dei rhodesiani si sono fatti valere. 84 leoni contro 5 mila agnelli. In foto, Commando Rhodesiano dei SAS.

Alessio