Se torna a sventolare la bandiera

di Gabriele Adinolfi

da No Reporter

Ci si accorge che il pennone è ghibellino

È bastato poco perché il nuovo Governo acquisisse un prestigio nazionale e mondiale e ci restituisse la dignità.

Il blocco dei porti e la risposta agli insulti di Macron, con richiamo dell’Ambasciatore a Parigi e annullamento del bilaterale economico da parte del ministro Tria, sono gesti che lasceranno il segno.

Non eravamo più abituati a scatti d’orgoglio e già questo sarebbe sufficiente per gioire.

L’orgoglio è fondamentale ma non basta, altrettanto conta la linea politica perseguita, specie in un momento storico di rivolgimenti che offre grandi opportunità ma anche scenari da buco nero.

L’opportunità è la ripresa europea con l’Italia tra i protagonisti, il buco nero è l’implosione con la scomparsa di tutto quello che rappresentiamo, e finanche della nostra discendenza, dalla rilevanza internazionale e dalla sopravvivenza biologica.

A questo buco nero ci destinano sia la politica mondialista di Soros sia quella rapace del partito angloamericano e di Trump. Due facce della stessa identica medaglia e due pistole puntate sulle nostre tempie.

Una volta che l’Italia è rientrata in gioco, perché di questo si tratta visto che finora ne è stata fuori per colpa sua, gli schemi del qualunquismo trinariciuto sono saltati.

Da un lato si scopre che l’intera Mitteleuropa, dalla Germania a Visegrad, ha convergenza d’interessi con noi, dall’altro che il Governo che avrebbe dovuto essere anti-europeista, si pone in dialettica costruttiva, parla di Europa e perfino di avvenire comune. Salvini all’assemblea di Confesercenti ha addirittura parlato di vicinanza con la Germania!

Immaginato come antitedesco, questo Esecutivo offre invece più di una speranza che sia artefice di una sana svolta ghibellina.

Ora è tempo di sgombrare le menti e curare le anime da quel lordo concentrato di fandonie, rancori, distorsioni e falsità con cui si è formato il grumo “politico” che pretenderebbe di rispondere alle sfide della storia – che probabilmente neppure ha individuato – con la grottesca chiusura in una sottocultura da ghetto. È imperativo che laddove un dì c’erano le avanguardie, esse tornino a incidere e che la retroguardia si adegui.

Bisogna, come dice giustamente Spezzaferro, superare il sovranismo, malattia infantile del neofascismo. Una malattia infantile alimentata ad arte da centri di potere notori e sempre presenti dal ’45, quegli stessi che si comportarono nell’identico modo di oggi durante la Strategia della Tensione, con il Ledeen di turno, il Bannon di allora.

Bisogna lasciarsi alle spalle quest’ideologia che, dice bene Di Marco, è stata inventata da Radio Londra.

Alla prova del fuoco, ovvero di fronte al reale, ci sono buone possibilità che proprio il Governo che, secondo gli auspici della sottocultura manipolata dal mondo Wasp avrebbe dovuto spaccare Unione Europea ed Euro, sarà invece decisivo per un cambiamento positivo in cui il buon senso si sposi con l’interesse e la volontà di potenza.

Speriamo che continui così e che l’estrema destra – per la prima volta in un secolo relegata al ruolo di zavorra – possa scuotersi e acquisire nuovamente il ruolo che le compete.

Facciamo in modo che questo avvenga.

Italia al centro dell’Europa Sovrana.

Con vocazione imperiale.

Avanti autocarri!