Senza Europa il populismo sovranista muore

da No Reporter

Le dichiarazioni di Moscovici ed Oettinger sull’Italia dei giorni scorsi e la Risoluzione approvata dall’Europarlamento a Strasburgo che condanna l’operato sull’immigrazione dell’Ungheria sono solo il primo assaggio del conflitto che si è aperto in Europa tra esponenti dei partiti che sinora hanno occupato i posti chiave in Europa e l’assalto che i cd sovranisti intendono portare in seno alle Istituzioni europee.

Si ripercuote a Bruxelles la sfida politica che già si esprime a livello nazionale, nei singoli Stati membri, dove le affermazioni in Italia, Svezia ed in Germania di schieramenti “sovranisti”, sta sostanzialmente alterando gli equilibri precedenti e causando instabilità.

La partita è aperta e piena di incognite, anche perché se è  assolutamente vero che l’odierna Unione Europea è stata fondata su presupposti liberali, mercatisti  e lobbistici ed è tuttora una semplice sommatoria di Stati membri che hanno espresso classi dirigenti mediocri ed incapaci di condurre verso un‘Europa politicamente matura, non sembra affatto che i cd sovranisti siano capaci di proporre una seria alternativa a questa necessità storica .

Se i presupposti del populismo e del sovranismo possono apparire giusti nella loro declinazione dei problemi epocali che, lo ricordiamo, la democrazia liberale ha causato in termini morali, politici ed economici, il sovranismo populista non sembra affatto l’antidoto giusto, per diversi motivi.

Il primo è che esso non è affatto rivoluzionario rispetto agli schemi del passato, ma paradossalmente agendo mediante gli stessi paradigmi ideologici, rappresenta solo una variante tutta interna alla liberaldemocrazia, rappresentandone solo la necessità securitaria  di ampie fasce della popolazione europea.

Secondo, appare sempre più un populismo senza Popolo, dove la partecipazione mobilitante del suddetto Popolo, in assenza di un Mito, si realizza perlopiù sui social, ma non di certo nelle piazze o nella volontà di andare oltre lo schemino prefissato di ordine e sicurezza.

Inoltre, va sottolineato che oltre le pur giuste critiche all’Unione Europea, non esiste in campo sovranista uno straccio di Idea di Europa che non sia un richiamo ad un’Europa dei popoli, formula vaga che di solito serve a mo’ di slogan per rieditare la solita sommatoria di staterelli inani chiusi nei propri confini nazionali.

L’immaturità massimalista del populismo sovranista si palesa nel fatto che invece di auspicare con l’avvicinarsi delle elezioni europee di giugno prossimo, la possibilità di prendere il posto della classe politica di estrazione cristianopopolare o socialdemocratica che ha governato l’Unione sinora, si auspica alternativamente o l’uscita dall’Euro o dall’ Unione Europea o nei casi peggiori da tutte e due.

Il che equivale a dire che avendo l’opportunità di ristrutturare casa mia, dandole finalmente la forma che voglio, la distruggo direttamente. Politicamente, una follia degna di un attento studio psichiatrico o un alibi.

Il populismo sovranista, senza un mito forte  come l’Europa Nazione, strumento necessario nell’epoca che ci apprestiamo ad affrontare, non andrà da nessuna parte, anzi farà solo danni perché sarà strumentalizzato per fini di distruzione dell’Europa nel suo complesso, da  parte di potenze straniere che non hanno alcun interesse ad un‘Europa forte nel mondo.

Vagheggiare ritorni a Stati-Nazione ormai fuori dalla Storia non solo è il frutto alterato di una visione miope e codina della Politica, ma a questo punto rappresenta una vera e propria abdicazione al proprio essere una seria e credibile alternativa  per rincorrere sterili e fatui consensi elettorali che alla prova dei fatti, dureranno lo spazio di un mattino.

Senza un’alleanza ed una progettualità europea e di presa del potere a Bruxelles, i vari partitini sovranisti in Europa, non solo non faranno mai paura ai vari Moscovici, Oettinger e tecnocrati vari, ma li faranno dormire sonni tranquilli.